
Il 14 ottobre, il Ministero della Cultura ha sottoscritto l’atto ufficiale di acquisto dell’abitazione-studio dell’artista Giacomo Balla in via Oslavia 39B, nel quartiere Prati, dove il maestro del Futurismo (Torino, 1871 – Roma, 1958) visse e lavorò per circa 30 anni, dal giugno 1929 fino alla sua morte.
L’atto è stato firmato dal Direttore generale Musei, Massimo Osanna, alla presenza del notaio Clarissa Fonda e del Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale, Luigi La Rocca. L’acquisizione è stata condotta dal Ministero della Cultura attraverso la Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con il fondamentale supporto della Soprintendenza Speciale di Roma, nell’ambito del Piano triennale d’investimenti 2022–2024 e 2023–2025.
L’appartamento è un grande progetto di arte totale, una coloratissima casa con pareti dipinte, arredi progettati ad hoc, quadri, sculture, oggetti, schizzi, bozzetti. Il valore complessivo dell’acquisto è di 6,9 milioni di euro: 6 milioni per le opere d’arte e gli arredi e 900 mila euro per l’immobile. Con l’ingresso di Casa Balla nel patrimonio dello Stato il Sistema museale nazionale si arricchisce di un luogo straordinario, un laboratorio di creatività in cui ogni oggetto, mobile, parete e colore riflette la visione futurista di Balla e delle figlie Luce ed Elica, anch’esse artiste. La Casa, finora gestita dal Maxxi, tornerà ad essere visitabile presto.