{"id":8953,"date":"2024-10-21T10:30:43","date_gmt":"2024-10-21T08:30:43","guid":{"rendered":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=8953"},"modified":"2024-10-23T09:05:16","modified_gmt":"2024-10-23T07:05:16","slug":"commissione-regionale-per-il-patrimonio-culturale-vincolati-i-santuari-lungo-il-cammino-di-s-francesco-nella-valle-santa-reatina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=8953","title":{"rendered":"Cammino di S. Francesco. Vincolati i Santuari francescani nella Valle Santa reatina."},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Nella riunione del 15 luglio scorso della <strong><a href=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=2853\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=2853\">Commissione Regionale per il patrimonio culturale del Lazio<\/a><\/strong>, su proposta della <strong>Soprintendenza ABAP per l\u2019area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti<\/strong> sono stati dichiarati di interesse storico-artistico particolarmente importante alcuni dei pi\u00f9 importanti Santuari francescani lungo il <strong>Cammino di San Francesco<\/strong>, nella cosiddetta <strong>Valle Santa reatina<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante le trasformazioni subite nel corso dei secoli dalle strutture originarie, come in tanti insediamenti conventuali dell\u2019area reatina, si ritiene infatti che il <strong>Santuario di Fonte Colombo<\/strong>, il <strong>Santuario di Santa Maria della Foresta<\/strong>, il <strong>Santuario di Greccio<\/strong> e quello di Poggio Bustone rappresentino, soprattutto in virt\u00f9 del forte legame con il loro territorio, dei beni da tutelare, di importante rilevanza storica e culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni si sono peraltro incrementate le iniziative patrocinate dal Ministero della Cultura anche in vista &nbsp;della <strong><a href=\"https:\/\/sanfrancesco800.cultura.gov.it\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/sanfrancesco800.cultura.gov.it\/\">celebrazione dell\u2019ottavo centenario della morte di San Francesco d\u2019Assisi <\/a><\/strong>(1226-2026) per riscoprire e valorizzare l\u2019immenso patrimonio culturale, storico-artistico e spirituale legato al Santo e all\u2019ordine francescano.<\/p>\n\n\n\n<p>Per secoli la geografia francescana ha arricchito di bellezza la nostra Italia e l\u2019Europa. San Francesco continua a essere testimone di incontri possibili tra l\u2019uomo e Dio, tra l\u2019uomo e la cultura, tra l\u2019uomo e il creato, diffondendo il messaggio di perdono e della pace in molte regioni d\u2019Italia. Non solo Assisi, ma anche la Valle Santa reatina, \u00e8 divenuta meta e crocevia dei pi\u00f9 importanti cammini d\u2019Italia ed Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\u00a0<strong>Cammino di Francesco<\/strong>\u00a0\u00e8 un percorso di interesse\u00a0religioso-naturalistico tracciato sulle orme di\u00a0<em>San Francesco<\/em>\u00a0nelle sue visite alla\u00a0<em>Valle Santa<\/em>. Qui sorsero alcuni importanti santuari fondati dal celebre frate di Assisi all\u2019interno della<em>\u00a0Valle Santa Reatina<\/em> in alcuni momenti cruciali della sua agiografia e costituiscono i luoghi che meglio di altri hanno fatto da sfondo ai momenti pi\u00f9 importanti sia della vita di San Francesco sia di quello che poi sar\u00e0 l\u2019ordine monastico da lui fondato.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincolato con decreto n. 188\/2024 della Commissione Regionale insieme ai beni mobili in esso contenuti, il Santuario di Fonte Colombo (o Fontecolombo) deve il suo nome a San Francesco che, salendo per la prima volta sul monte sul quale sorge il convento, vide nel bosco una sorgente d\u2019acqua in cui si abbeveravano dei colombi. Denominato anche il \u201c<em>Sinai francescano<\/em>\u201d, proprio qui, all\u2019interno del Sacro Speco (la grotta sacra), San Francesco d\u2019Assisi scrisse la regola definitiva del suo Ordine.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"742\" src=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/31.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8966\" style=\"width:340px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/31.jpg 1200w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/31-300x186.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/31-1024x633.jpg 1024w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/31-768x475.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/31-236x146.jpg 236w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/31-50x31.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/31-121x75.jpg 121w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Quando nel settembre del 1223 arriva in questo luogo, ospite dei monaci di Farfa, <em>in situ<\/em> trova una piccola cappella prima dedicata a Santa Maria e poi detta della Maddalena e vi torn\u00f2 nel 1225 per curare il glaucoma che colp\u00ec i suoi occhi. Attualmente Si accede al complesso da un piccolo piazzale su cui affacciano sia la chiesa che il convento . Pi\u00f9 in basso si trovano ancora il romitorio, riportato alla luce nel 1947, dove il santo sub\u00ec l\u2019intervento all\u2019occhio, la cappella della Maddalena, al cui interno si trovano pregevoli dipinti del Trecento seppure interessati da cadute di colore, e infine, il Sacro Speco.<\/p>\n\n\n\n<p>Storicamente al Complesso \u00e8 legato anche il Santuario di Santa Maria della Foresta (detto La Foresta), vincolato nella medesima seduta con decreto n.198\/2024 della Commissione Regionale per il patrimonio culturale del Lazio e situato a pochi km da Rieti, all\u2019interno di boschi di castagni e roveri.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio qui avvenne il miracolo dell\u2019uva compiuto da San Francesco e \u2013 secondo autorevoli studiosi \u2013 durante il soggiorno nel Santuario il Santo avrebbe scritto il <strong>Cantico delle Creature<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nucleo originario del complesso \u00e8 stata una piccola chiesa rurale immersa nella campagna, nota fin dall\u2019XI secolo, dedicata a San Fabiano, con annessa casa agricola (canonica). Qui soggiorn\u00f2 San Francesco nell\u2019estate del 1225, in attesa dell\u2019intervento di cauterizzazione agli occhi per il glaucoma che lo affliggeva da tempo, che si sarebbe poi svolto nel vicino Convento di Fonte Colombo. In una fase antecedente ai passaggi di S. Francesco, si avvicendarono nella gestione del complesso, dapprima i Romiti, poi i Clareni e in epoca seicentesca i frati Minori Osservanti, responsabili delle principali trasformazioni del complesso, occultando del tutto la Chiesa di San Fabiano, che venne riportata alla luce solo con un restauro del 1947.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/18.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/18-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8967\" style=\"width:332px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/18-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/18-300x200.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/18-768x511.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/18-219x146.jpg 219w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/18-50x33.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/18-113x75.jpg 113w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/18.jpg 1158w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Le caratteristiche architettoniche del complesso, circondato da una grande area scoscesa coltivata e con la storica vigna, e le insolite soluzioni nelle quinte del portico, divengono elementi di grande stimolo visivo, emotivo e di bellezza, donando al convento particolare valore architettonico ed artistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Come spesso \u00e8 accaduto per molti edifici ecclesiastici presenti nel reatino, entrambi i Santuari di Fonte Colombo e della Foresta, cos\u00ec come appaiono oggi, sono il risultato di ampliamenti, modifiche, integrazioni avvenute nel corso dei secoli, caratterizzando cos\u00ec l\u2019enorme labilit\u00e0 dei due manufatti architettonici, soprattutto in un contesto territoriale di alta sismicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei vincoli sui due Santuari adottati su istanza della propriet\u00e0, rientrano anche le decorazioni murali e una serie di beni mobili, come catalogati dalla Soprintendenza competente, in prevalenza di ambito umbro-laziale o, come nel caso dei dipinti con <em>Storie di Cristo<\/em> del Convento La Foresta, di ambito napoletano.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto ai due santuari reatini e all\u2019impostazione canonica dei monasteri strutturati attorno a un chiostro centrale, il noto Santuario di Greccio (detto del Presepe), incastonato nella roccia di un ripido versante dei monti Sabini, ad un\u2019altitudine di ca. 600 m e a 2 km dall\u2019antico borgo medievale di Greccio, presenta una serie di ambienti in sequenza, su piani diversi e sfalsati, condizionati dalla conformazione rocciosa del sito.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/181.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"751\" src=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/181-1024x751.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8968\" style=\"width:324px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/181-1024x751.jpg 1024w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/181-300x220.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/181-768x563.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/181-199x146.jpg 199w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/181-50x37.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/181-102x75.jpg 102w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/181.jpg 1092w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Soprannominato anche la &#8220;<em>Betlemme Francescana<\/em>\u201d, il Santuario &nbsp;ha ospitato la prima miracolosa&nbsp; rappresentazione della Nativit\u00e0 voluta da S. Francesco nella notte di Natale del 1223, dando luogo al primo presepe della storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo il 1223 si costitu\u00ec a Greccio una piccola comunit\u00e0 di seguaci del santo e nel periodo compreso fra il 1226, anno della morte di San Francesco, ed il 1228, anno della sua canonizzazione, si inizi\u00f2 la costruzione del complesso monastico, proprio nel luogo dove si svolse la prima rappresentazione cristiana della Nativit\u00e0. Venne edificata una cappella che inglobava la Grotta della Nativit\u00e0, che prese il nome di Cappella del Presepio, e sulla roccia su cui fu deposta la figura del bambino Ges\u00f9, che prese miracolosamente vita durante la rievocazione storica del 1223 per poi tornare inanimata, venne posto un altare consacrato al Santo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/229.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"511\" src=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/229.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8969\" style=\"width:292px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/229.jpg 800w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/229-300x192.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/229-768x491.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/229-229x146.jpg 229w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/229-50x32.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/229-117x75.jpg 117w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Tuttora, la lunetta dipinta di scuola giottesca, sopra l\u2019altare, rievoca la nativit\u00e0 di Francesco a Greccio, con il santo vestito da diacono inginocchiato davanti al Bambino, e alle spalle il popolo di Greccio che assiste al miracolo. Nell\u2019oratorio attiguo alla primitiva chiesa intitolata al Santo, si conserva anche un importante ritratto di San Francesco, molto venerato dai frati, considerato l\u2019unico ritratto del santo quando egli era in vita nel 1225. La tela \u00e8 una copia trecentesca dell\u2019originale andato perduto e rappresenta il santo con il viso sofferente, mentre si asciuga gli occhi con un fazzoletto, per via della malattia agli occhi di cui soffriva nell\u2019ultimo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il convento ed eremo francescano di Greccio \u00e8 ancora oggi meta di pellegrinaggio e di culto, in assoluto il pi\u00f9 antico e il pi\u00f9 importante dei quattro santuari francescani che si trovano lungo il Cammino di San Francesco nella Valle Santa reatina.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel novero dei santuari legati al culto francescano e di recente sottoposti a tutela dalla Commissione Regionale per il patrimonio culturale del Lazio, si annoverano anche il <strong>Convento di S. Giacomo a Poggio Bustone<\/strong> (RI), considerato il primo eremo francescano, gi\u00e0 vincolato con decreto n. 134\/2024 e il <strong>Monastero delle Clarisse di Santa Chiara<\/strong>, uno fra gli edifici storici di Rieti di particolare interesse architettonico, la cui fondazione risale ai primordi dell\u2019Ordine Francescano nel XIII secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019ora in avanti, in base all\u2019art. 21 del Codice dei beni culturali, qualsiasi intervento su tali complessi, o sui beni mobili in essi contenuti, dovr\u00e0 ottenere la preventiva autorizzazione della competente Soprintendenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella riunione del 15 luglio scorso della Commissione Regionale per il patrimonio culturale del Lazio, su proposta della Soprintendenza ABAP per l\u2019area metropolitana di Roma e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":8956,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-8953","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-s21-newsprimapagina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8953"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8953"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8953\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8986,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8953\/revisions\/8986"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8956"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}