{"id":8215,"date":"2023-05-31T09:08:27","date_gmt":"2023-05-31T07:08:27","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=8215"},"modified":"2024-10-03T18:34:32","modified_gmt":"2024-10-03T16:34:32","slug":"roma-rione-ludovisi-vincolato-lo-storico-albergo-degli-ambasciatori-in-via-veneto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=8215","title":{"rendered":"Roma, Rione Ludovisi: vincolato lo storico Albergo degli Ambasciatori in Via Veneto"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non solo Ville, chiese , pievi o\u00a0 palazzi storici. Anche le sedi di esercizi commerciali storici come ristoranti o alberghi possono rivestire un notevole interesse culturale. E\u2019 il <a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hotel3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8217 alignleft\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hotel3-227x300.png\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hotel3-227x300.png 227w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hotel3-777x1024.png 777w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hotel3-768x1013.png 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hotel3-111x146.png 111w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hotel3-38x50.png 38w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hotel3-57x75.png 57w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/hotel3.png 844w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a>caso dell\u2019Albergo <strong>Grand Hotel Palace<\/strong> <strong>in Via Veneto<\/strong>, in passato noto come Hotel Ambasciatori. Inconfondibile nel profilo curvilineo della sua facciata bicroma in travertino e pietra e con le sue finiture in bronzo in stile Liberty.<\/p>\n<p>Nessuno sospetterebbe mai che all\u2019interno del salone del ristorante del raffinato resort romano, si trova l\u2019ultimo ciclo di affreschi della pittura moderna.<\/p>\n<p>In un\u2019atmosfera sospesa, quasi da realismo magico, \u00e8 rappresentata una festa mondana della dolce vita romana, in cui il silenzio in verit\u00e0 sembra essere il vero protagonista. Lo stesso autore dei dipinti, il pittore veneto<strong> Guido Cadorin<\/strong> si raffigura tra gli invitati come osservatore muto e attento, mentre firma la sua opera.<\/p>\n<p>Con recente Decreto n. 91\/2023 della <a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=2853\"><strong>Commissione Regionale per il patrimonio culturale del Lazio<\/strong><\/a>, il Grand Hotel Palace \u00e8 stato dichiarato di interesse culturale particolarmente importante ai sensi dell\u2019art. 10 comma 3 lett. a e d del Codice dei beni culturali, su proposta di tutela della <strong>Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma<\/strong> e all\u2019esito di una procedura avviata in occasione di un intervento conservativo sullo storico immobile. Inaugurato il 16 febbraio 1927, il Grand Hotel Palace era il luogo privilegiato per accogliere il jet-set internazionale di passaggio nella capitale.<\/p>\n<p>Si ritiene che il palazzo rivesta un rilevante valore non solo per la sua architettura esempio di Modernismo romano, offrendo nel contempo anche un\u2019 interessante pagina di storia e di costume del tempo. In particolare, gli affreschi, eseguiti dal maestro Guido Cadorin tra il 1926 e il 1927, rappresentano un\u2019opera unica nel suo genere, non solo significativa testimonianza della grande stagione decorativa murale italiana tra le due guerre, ma anche ritratto vivido di un\u2019intensa stagione culturale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel9.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8220 alignleft\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel9-300x224.png\" alt=\"\" width=\"438\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel9-300x224.png 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel9-1024x764.png 1024w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel9-768x573.png 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel9-196x146.png 196w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel9-50x37.png 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel9-100x75.png 100w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel9.png 1376w\" sizes=\"(max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/><\/a>Con incredibile originalit\u00e0, Cadorin realizza una quadratura illusionistica a met\u00e0 tra Barocco e moderno stile Liberty, prolungando con balconi e portici di colonne tortili di berniniana memoria lo spazio della festa.\u00a0 A parte la decorazione ad affresco del Vittoriale, frutto della sua amicizia con lo scrittore D\u2019Annunzio, i dipinti del salone del Grand Hotel Palace costituiscono la sua unica opera di pittura laica, in cui il pittore si presenta come il discendente della grande <strong>tradizione veneta di Veronese e Tiepolo<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oltre ad essere un bravo frescante, Cadorin d\u00e0 prova anche delle sue doti di abile ritrattista, evidenti non solo nella fedelt\u00e0 fisionomica dei volti ma anche nel riuscito gioco di sguardi, rappresentandovi a grandezza naturale alcune delle personalit\u00e0 pi\u00f9 importanti del ventennio fascista, dal proprietario dell\u2019albergo e committente degli affreschi, <strong>Gino Clerici<\/strong> a <strong>Marcello Piacentini<\/strong>, architetto del palazzo con la sua famiglia e all\u2019arch. <strong>Gi\u00f2 Ponti<\/strong> che si affaccia con sorriso ironico da una colonna; dal pittore <strong>Felice Carena<\/strong> con la moglie all\u2019arch. <strong>Melchiorre Bega<\/strong>, che fu anche quello che scelse Cadorin quale decoratore dell\u2019albergo. Vi si riconosce anche il critico d\u2019arte <strong>Margerita Sarfatti<\/strong>, che volle essere raffigurata in extremis insieme alla figlia Fiammetta, perch\u00e9 desiderava \u201c<em>passare all\u2019immortalit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il capolavoro dimenticato di Cadorin rappresent\u00f2 tuttavia il canto del cigno nella carriera dell\u2019artista. Quattro mesi dopo l\u2019inaugurazione, infatti,\u00a0 i dipinti furono coperti dalla Direzione dell\u2019albergo senza un apparente motivo per essere scoperti solo in seguito, nel dopoguerra e a nulla, valsero gli appelli del pitt<a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel7.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8218 alignright\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel7-300x225.png\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel7-300x225.png 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel7-1024x769.png 1024w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel7-768x577.png 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel7-194x146.png 194w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel7-50x38.png 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel7-100x75.png 100w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Hotel7.png 1356w\" sizes=\"(max-width: 361px) 100vw, 361px\" \/><\/a>ore nel 1965 al Direttore de \u201cL\u2019Espresso\u201d , Eugenio Scalfari per chiedere giustizia. Soltanto negli anni \u201980 gli affreschi sono stati restaurati e resi di nuovo fruibili per il pubblico.<\/p>\n<p>Oltre alle decorazioni e agli arredi della \u201cSala Cadorin\u201d, altre parti degli interni dell\u2019Albergo hanno conservato i caratteri di pregio originari, come la hall d\u2019ingresso con la cancellata disegnata da Piacentini, la cornice della porta principale decorata in marmo e bronzo con figure e la soprastante lunetta, le inferriate alle finestre con particolari in ottone finemente lavorato, l\u2019epigrafe con i nomi degli architetti nonch\u00e9 il controsoffitto in ferro e specchio dello scalone principale.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni la Commissione regionale per il patrimonio culturale del Lazio ha riconosciuto l\u2019interesse culturale anche di altri importanti edifici con destinazione alberghiera, tra cui l\u2019<strong>Albergo Mediterraneo<\/strong> di Roma nel rione Castro Pretorio (Decreto n. 49\/2019), progettato nel 1936 dall\u2019arch. Mario Loreti per l\u2019 E42. Un altro esempio di architettura razionalista con decorazioni di gusto Art-Dec\u00f2 al suo interno, che si va ad affiancare allo storico Hotel di Via Veneto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Non solo Ville, chiese , pievi o\u00a0 palazzi storici. 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