{"id":77,"date":"2012-02-26T13:39:06","date_gmt":"2012-02-26T12:39:06","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=77"},"modified":"2012-02-26T13:39:06","modified_gmt":"2012-02-26T12:39:06","slug":"storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=77","title":{"rendered":"storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Con Bolla &#8220;Quamvis infirma&#8221; del 1586 <strong>Sisto V<\/strong> Peretti, il Papa della Roma controriformista, istituisce il primo punto di assistenza sociale istituzionalizzata: l&#8217;Ospedale dei Poveri.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">L\u2019Istituto, noto anche come Ospizio dei Cento Preti, realizzato su progetto di Domenico Fontana a Ponte Sisto tra il 1586 e il 1588, nasceva \u201c<em>sicch\u00e8 alloggiati vi fossero e mantenuti, con oratorio, refettorii, dormitorii e orti, masserizie e ogni altro apparecchiamento necessario all\u2019abitar separato di persone di ambo i sessi\u201d<\/em> (Antonio Tosti, Relazione dell\u2019origine e dei progressi dell\u2019Ospizio apostolico di S. Michele, Roma, Stamperia dell\u2019Osp. Apostolico, 1832).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Tale intento assistenziale prosegue con la costruzione, sotto il pontificato di <strong>Innocenzo XI<\/strong> Odescalchi del primo nucleo di quello che sarebbe diventato l&#8217;Ospizio Apostolico del San Michele a Ripa Grande nel 1686, dove venne trasferito, nell&#8217;area retrostante l&#8217;antico porto fluviale, il Conservatorio dei Ragazzi, istituito dal Cardinale Tommaso Odescalchi nel 1673 a Piazza Margana.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il primo nucleo, 1686 &#8211; 1689, edificato su progetto di Carlo Fontana e Mattia de&#8217; Rossi \u00e8 costituito da un corpo di fabbrica a quattro piani prospiciente il Lungotevere, dotato di due ali basse racchiudenti l&#8217;attuale Cortile dei Ragazzi.\u00a0\u00a0\u00a0 In seguito viene commissionato a Carlo Fontana l&#8217;ampliamento del fabbricato; all&#8217;edificio esistente viene aggiunto, lungo il muro di cinta su Via di San Michele, un corpo di fabbrica ad un solo piano e sopraelevate le due ali a Nord e a Sud, originariamente ad un solo piano.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019Istituto Apostolico, destinato inizialmente ad accogliere e rieducare giovani orfani e bisognosi, sar\u00e0 in seguito inteso come una struttura polifunzionale \u2013 orfanotrofio, ospizio e carcere atto ad ospitare bambini abbandonati, vecchi e poveri e come carcere minorile e femminile.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-75\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/sanmichele2.jpg\" border=\"0\" style=\"border-style: initial; border-color: initial;float:left;margin-left:15px\" width=\"272\" height=\"185\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Nel 1693 <strong>Innocenzo XII<\/strong> Pignatelli decide di riorganizzare l&#8217;assistenza pubblica di Roma, cominciando con il raccogliere in un&#8217;unica istituzione e in un unico luogo l&#8217;infanzia abbandonata, e progettando di concentrarvi anche le altre categorie di poveri assistiti che erano all&#8217;epoca collocati a Ponte Sisto e al Palazzo Lateranense.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Con breve &#8220;Ad esercitium pietatis&#8221; (20\/5\/1693) stabilisce di \u201c<em>formare un Istituto ed innalzare un vasto edificio, che fosse atto a ricevere quattro numerose classi di persone, le pi\u00f9 degne come posizione che fossero alimentate, vestite e dirette sia nello spirito, che nelle arti, acci\u00f2 non si vedessero andare vagabonde nelle strade e per le chiese a disturbare co&#8217; loro lamenti la piet\u00e0 dei Fedeli ed a riempire di abominevoli visi la citt\u00e0, ma diventassero utili membri della Repubblica<\/em>&#8220;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Delle quattro classi di persone la prima era quella &#8220;<em>de&#8217; poveri Vecchi<\/em>&#8220;, la seconda quella &#8220;<em>delle miserabili Vecchie<\/em>&#8220;, la terza quella &#8220;<em>dei poveri Ragazzi<\/em>&#8221; ed infine la quarta &#8220;<em>delle povere Zitelle orfane, le quali come prive di Padre, o di chi ne avesse amorevole cura, non pi\u00f9 restassero per le strade esposte al fomento dei vizi e al ludibrio della disgrazia<\/em>&#8220;. Il modello del complesso venne ordinato dal pontefice a Carlo Fontana in modo &#8220;che si potessero costruire tutti gli opportuni e separati comodi di abitazione in maniera che una Comunit\u00e0 non dovesse aver comunicazione con l&#8217;altra, a riserva della pubblica e grande Chiesa a cui tutte avessero diverso e separato accesso&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Il successore <strong>Clemente XI<\/strong> Corsini, ritenendo prioritario aggregare, all&#8217;ospizio per gli orfani, il carcere per i minorenni (&#8220;correzionale&#8221;), sempre su progetto di Fontana, avvia la costruzione dal lato verso Porta Portese del Carcere di correzione maschile, ispirato alla tipologia conventuale e terminato nel 1704. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel 1708 inizia l&#8217;ampliamento della fabbrica dall&#8217;altro lato, verso Santa Maria dell\u2019Orto, per edificare l&#8217;edificio per l&#8217;ospizio dei vecchi, un cortile destinato a servizi, una grande Chiesa, l&#8217;ospizio delle vecchie (riprendendo cos\u00ec il progetto di Innocenzo XI), e sopraelevando, per dormitori e stenditoi, i cinque corpi di fabbrica.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In tempi successivi sono edificati la Chiesa dedicata alla Trasfigurazione, nel Cortile dei Vecchi (1710), la Chiesetta della Madonna del Buon Viaggio (1712) ed il nuovo corpo di fabbrica di fronte alla Porta Portese (1706-1709) adibito a magazzini da affittare e a dormitori.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Sempre sul lato a sud viene prolungata un\u2019ala verso la dogana, dove vengono istituiti da Clemente XI, per la prima volta a Roma, lo studio degli arazzi e una scuola elementare di belle arti. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-76\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/sanmichele4.jpg\" border=\"0\" style=\"border-style: initial; border-color: initial; line-height: 18px; text-align: justify; font-size: small;float:left;margin-left:15px\" width=\"200\" height=\"136\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La grande Chiesa, ubicata nel fulcro geometrico della fabbrica, ideata da Carlo Fontana ha una pianta a croce greca; ciascun braccio destinato ad ospitare una delle classi degli assistiti.<br \/>L\u2019ospizio mantiene tale stato strutturale fino al pontificato di Clemente XII, forse anche a causa di una vertenza territoriale con le vicine monache di Santa Cecilia, che impedivano l\u2019estendersi della fabbrica.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Alla morte di Carlo Fontana (1714) la direzione dei lavori passa all&#8217;architetto Nicola Michetti cui si deve la realizzazione del prospetto modulare sul Lungotevere.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel 1734 Papa <strong>Clemente XII <\/strong>fa costruire da Ferdinando Fuga il Carcere Femminile, da edificare sul lato di Piazza di Porta Portese, collegato all&#8217;Ospizio dei fanciulli da un ulteriore corpo di fabbrica pi\u00f9 basso, che viene destinato a magazzini e caserme per la dogana, per costruire ulteriori spazi di servizio come fonti di rendita. Nel 1796 il complesso \u00e8 ultimato da Nicol\u00f2 Forti con il completamento del Conservatorio delle Zitette, attuando il disegno del Motu Proprio del 1790 di Papa <strong>Pio VI<\/strong> Braschi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-5\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/sanmichele.3jpg.jpg\" border=\"0\" style=\"border-style: initial; border-color: initial; line-height: 18px; text-align: justify; float:left;margin-right:10px;\" width=\"158\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il blocco orientale progettato dal Forti risulta proprio come un&#8217;aggiunta e non in sintonia con la partitura architettonica del manufatto, caso che non vale per il blocco Occidentale, che pur essendo stato realizzato in tempi diversi (Carcere delle Donne, Correzionale dei Ragazzi, Scuola delle arti, etc.), si fonde con la linearit\u00e0 delle parti precedenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Forti fu costretto a dare una angolazione all&#8217;edificio, per l&#8217;andamento del letto del Tevere che in quel punto volgeva una curvatura verso nord, inoltre, forse seguendo i dettami di Pio VI secondo cui il complesso del S. Michele doveva essere fatto con &#8220;<em>celerit\u00e0 e colla possibile economia<\/em>&#8220;, l&#8217;architetto potrebbe aver utilizzato vecchie fondazioni di edifici preesistenti.<br \/>Tra il 1831 e il 1834 Luigi Poletti costru\u00ec due bassi corpi di fabbrica adibiti a laboratori, per la lavorazione dei marmi e dei metalli, nella zona compresa tra il Carcere Maschile e il Lungotevere.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Poletti fu anche insegnante nell&#8217;Istituto, e costruttore di una ruota idraulica destinata a cavare acqua (potabile) dal pozzo dell&#8217;Istituto e complet\u00f2 i lavori della Chiesa Grande.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il complesso del San Michele ha mantenuto la propria funzione, oltre che come luogo di ricovero, soprattutto come sede di attivit\u00e0 artigianali, ed in particolare la tessitura di arazzi, dalla sua fondazione fino al 1870. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel 1830 monsignor Antonio Tosti assunse la presidenza dell&#8217;Istituto sviluppando le scuole d&#8217;arti liberali. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Con l&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia inizi\u00f2 per il San Michele un inevitabile declino dovuto alla cessazione dei benefici papali e alla progressiva chiusura delle scuole d&#8217;arti; questa fase si concluse definitivamente nel 1938 con la creazione del nuovo Istituto Romano San Michele a Tormarancia e l&#8217;abbandono della vecchia sede.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A partire dagli anni Settanta il Conservatorio, cos\u00ec come tutto il Complesso Monumentale, \u00e8 stato consolidato e restaurato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Roma.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;\" align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-6\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/struttura sanmiche.jpg\" border=\"0\" width=\"500\" height=\"133\" style=\"border-image: initial; border: 0px initial initial;\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/struttura%20sanmiche.jpg 725w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/struttura%20sanmiche-300x80.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><span style=\"font-size: small;\"><br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>1. <\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\">1686-1701. Conservatorio dei ragazzi. Carlo Fontana, Mattia De&#8217; Rossi (Innocenzo XI &#8211; Innocenzo XII)<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">2. <\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">1701-1704 Carcere di correzione maschile. Carlo Fontana (Clemente XI)<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">3. <\/span><\/strong><\/span><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">1706<\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong>&#8211;<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">1709. Caserma dei Doganieri. Carlo Fontana (Clemente XI)<br \/><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong>4<\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\">. 1708-1713. Conservatorio dei vecchi. Carlo Fontana (Clemente XI)<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">5. <\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">1710-1714. Chiesa della Madonna del Buon Viaggio. Carlo Fontana, Giacomo Recalcati (Clemente XI)<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">6. <\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">1710-1715. Chiesa della Trasfigurazione di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo. Carlo Fontana (Clemente XI)<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">7. <\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">1714-1717. Conservatorio delle vecchie. Nicola Michetti (Clemente XI)<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">8. <\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">1719-1729. Conservatorio delle zitelle. Nicola Michetti (Clemente XI &#8211; Innocenzo XIII)<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">9. <\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">1734-1735. Carcere femminile. Ferdinando Fuga (Clemente XIII)<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">10.<\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"> 1790. Completamento del conservatorio delle zitelle. Nicol\u00f2 Forti (Pio VI)<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">11- 12\u00a0<\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">1831-1834 Abside della Chiesa Grande. Luigi Poletti (Gregorio XVI); <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Laboratori dei marmi e dei metalli. Luigi Poletti (Gregorio XVI) <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO:<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00a0&#8211; Antonio Tosti, Relazione dell\u2019origine e dei progressi dell\u2019Ospizio apostolico di S. Michele, Roma, Stamperia dell\u2019Osp. Apostolico, 1832<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; Per il restauro del San Michele : Roma, 3 luglio-30 ottobre 1979, Roma, De luca, 1979<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; San Michele a Ripa : storia e restauro : quaderno di documentazione, Roma, Istituto dell&#8217;Enciclopedia Italiana, 1983<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;\u00a0<\/span><\/span>\u00a0<span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il restauro dell&#8217;antica Casa di correzione di Carlo Fontana, a cura di Francesco De Tomasso, Patrizia Marchetti, Roma, TIPAR, 1994<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;\u00a0Pia Toscano, Roma produttiva tra Settecento e Ottocento : il San Michele a Ripa grande, Roma, Viella, 1996<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con Bolla &#8220;Quamvis infirma&#8221; del 1586 Sisto V Peretti, il Papa della Roma controriformista, istituisce il primo punto di assistenza sociale istituzionalizzata: l&#8217;Ospedale dei Poveri. 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