{"id":7694,"date":"2022-10-06T17:06:01","date_gmt":"2022-10-06T15:06:01","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=7694"},"modified":"2024-10-04T12:51:40","modified_gmt":"2024-10-04T10:51:40","slug":"la-casa-dei-simboli-di-bonaria-manca-a-tuscania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=7694","title":{"rendered":"La Casa dei Simboli di Bonaria Manca a Tuscania"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">\u201c<em>La casa di Bonaria, in una certa maniera \u00e8 unica forse in tutta Italia. Avere un quadro di Bonaria \u00e8 come avere un talismano, un portafortuna in un mondo di solitudine, come aprire una finestra sul domani, un futuro pieno di luce!<\/em>\u201d (<strong><em>Jean-Marie Drot, scrittore e cineasta francese)<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel cuore della Tuscia viterbese, nel territorio di Tuscania, esiste un casale dipinto al suo interno, dove si pu\u00f2 ancora avvertire il <em>genius loci<\/em> di chi l\u2019ha abitato, un edificio rurale trasformato in una sorta di \u201cgigantesco murales autobiografico\u201d. Si tratta della <strong><em>Casa dei Simboli<\/em> di Bonaria Manca<\/strong>, artista contemporanea originaria di Orune (NU), che si va ad affiancare alla nutrita schiera di donne artiste.<\/p>\n<div id=\"attachment_7708\" style=\"width: 315px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/angolo_salotto_h362x318_cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7708\" class=\"wp-image-7708\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/angolo_salotto_h362x318_cm.jpg\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/angolo_salotto_h362x318_cm.jpg 700w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/angolo_salotto_h362x318_cm-300x273.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/angolo_salotto_h362x318_cm-160x146.jpg 160w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/angolo_salotto_h362x318_cm-50x46.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/angolo_salotto_h362x318_cm-82x75.jpg 82w\" sizes=\"(max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7708\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Casa di Bonaria Manca &#8211; salotto<\/em><\/span><\/p><\/div>\n<p>Nel 2015, venne attribuita una particolare rilevanza culturale alla sua casa, al luogo cio\u00e8 in cui l\u2019artista non solo ha abitato, ma anche esercitato la sua attivit\u00e0 creativa, in un connubio strettissimo tra arte e vita. Con il vincolo apposto con il Decreto n. 65\/2015\u00a0 della\u00a0<a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=2853\"><strong>Commissione Regionale per il patrimonio culturale<\/strong> <strong>del Lazio<\/strong><\/a> a seguito di una proposta di tutela da parte della Soprintendenza competente, la\u00a0 casa di Bonaria Manca \u00e8 entrata a far parte dei beni tutelati, raccogliendo le istanze di salvaguardia e valorizzazione di un attivo comitato tuscanese.<\/p>\n<p>Il vincolo pertinenziale sui beni mobili approvato in Commissione regionale ha cos\u00ec consentito di evitare la dispersione delle opere e la loro decontestualizzazione dall\u2019immobile, salvaguardando il lascito culturale dell\u2019artista e l\u2019immateriale storicit\u00e0 di cui il manufatto con i suoi murales, le sue pitture, gli arredi e il suo contesto \u00e8 tuttora testimonianza.<\/p>\n<p>A seguito di un sopralluogo effettuato <em>in loco<\/em> dal soprintendente e dal funzionario di zona con la speciale guida di Bonaria Manca, allora in vita, le decorazioni parietali dei diversi ambienti, le opere mobili e parte degli arredi che l\u2019artista ha personalizzato sono ritenuti indissolubilmente legati al contesto in cui si trovano, qualificando la dimora di Bonaria Manca come <strong>studio d\u2019artista<\/strong> e come tali devono essere preservati nella loro integrit\u00e0.<\/p>\n<p>In base alla vigente normativa del Codice dei beni culturali e ai recenti pronunciamenti del Consiglio di Stato, gli <strong>Studi d\u2019artista<\/strong> individuano una categoria speciale di beni culturali, che viene tutelata e conservata, solo qualora vi sia un legame significativo tra l\u2019immobile e l\u2019attivit\u00e0 svolta dall\u2019artista, nonch\u00e9 con le testimonianze materiali in esso contenute.\u00a0 Vincolo che nessuno pu\u00f2 spezzare o interrompere, con la conseguente <strong>immodificabilit\u00e0 della destinazione d\u2019uso dello stabile e l\u2019inamovibilit\u00e0 della raccolta di opere e beni mobili<\/strong>, che verrebbe sminuita nel suo significato, se rimossa dalla sua storica sede e smembrata in singoli pezzi.<\/p>\n<p>Saldamente inserita nei percorsi e itinerari storico-archeologici del territorio dell\u2019Etruria meridionale, la casa-museo di Bonaria Manca si trova nella valle del Marta, in una zona di siti archeologici, di templi e necropoli etruschi, dove l&#8217; artista si trasferisce con la famiglia nel 1965. E la sua pittura ne risente, legando indissolubilmente le radici sarde e le nuove identit\u00e0 etrusche, il tutto rivisitato con una sensibilit\u00e0 cristiana, che caratterizza la forte spiritualit\u00e0 dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Per molte donne, la casa ha rappresentato in passato l\u2019unico luogo in cui costruire la propria identit\u00e0 ed esprimere la propria differenza. Per Bonaria Manca, la sua casa fu soprattutto il luogo dell\u2019immaginario, lo spazio privilegiato per il libero sviluppo della sua creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Dapprima, l\u2019artista si dedica alla tessitura di arazzi e ai canti estemporanei in sardo e in italiano, che suonano come un inno alla vita e alla Natura come inesauribile forza primigenia.<\/p>\n<div id=\"attachment_7709\" style=\"width: 338px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1983-Bonaria-che-dipinge-1983-1984-olio-su-tela-h50x60-cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7709\" class=\"wp-image-7709\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1983-Bonaria-che-dipinge-1983-1984-olio-su-tela-h50x60-cm.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1983-Bonaria-che-dipinge-1983-1984-olio-su-tela-h50x60-cm.jpg 900w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1983-Bonaria-che-dipinge-1983-1984-olio-su-tela-h50x60-cm-300x243.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1983-Bonaria-che-dipinge-1983-1984-olio-su-tela-h50x60-cm-768x623.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1983-Bonaria-che-dipinge-1983-1984-olio-su-tela-h50x60-cm-180x146.jpg 180w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1983-Bonaria-che-dipinge-1983-1984-olio-su-tela-h50x60-cm-50x41.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1983-Bonaria-che-dipinge-1983-1984-olio-su-tela-h50x60-cm-92x75.jpg 92w\" sizes=\"(max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7709\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Bonaria che dipinge &#8211; 1983<\/em><\/span><\/p><\/div>\n<p>Nel 1981 inizia a dipingere impiegando varie tecniche (oli, gessetti, mosaici) e seguendo il suo impulso creativo. Realizza oltre mille opere arrivando a rivestire le intere pareti della sua casa di dipinti<\/p>\n<p>Per lei la pittura \u00e8 come una sorta di psicanalisi per superare il senso di sradicamento dalla sua terra d\u2019origine della Sardegna e\u00a0 in seguito, il trauma della perdita dei suoi familiari e la fine del suo matrimonio.<\/p>\n<p>Bonaria Manca ricrea nella sua abitazione un universo narrativo, insieme autobiografico e mitico, popolato da ricordi d\u2019infanzia, figure mitologiche, architetture fantastiche,\u00a0 archetipi di un mondo ancestrale, scene bibliche e pastorali, con richiami alle antiche pitture rupestri, che sembrano attingere linfa vitale ora nelle vestigia della civilt\u00e0 nuragica ora nelle campagne dell\u2019alto Lazio. Di tanto in tanto vi affiorano gli accadimenti del mondo che pi\u00f9 la colpiscono, come i primi uomini che nel 1982 raggiunsero la cima dell&#8217;Himalaya o i tragici eventi del terremoto del 1971 e dell\u2019alluvione del 1987 a Tuscania.<\/p>\n<div id=\"attachment_7710\" style=\"width: 272px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/2000-Festa-Santi-Martiri-Tuscania-2000-olio-su-tela-h80x99-cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7710\" class=\"wp-image-7710\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/2000-Festa-Santi-Martiri-Tuscania-2000-olio-su-tela-h80x99-cm.jpg\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/2000-Festa-Santi-Martiri-Tuscania-2000-olio-su-tela-h80x99-cm.jpg 900w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/2000-Festa-Santi-Martiri-Tuscania-2000-olio-su-tela-h80x99-cm-300x214.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/2000-Festa-Santi-Martiri-Tuscania-2000-olio-su-tela-h80x99-cm-768x548.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/2000-Festa-Santi-Martiri-Tuscania-2000-olio-su-tela-h80x99-cm-205x146.jpg 205w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/2000-Festa-Santi-Martiri-Tuscania-2000-olio-su-tela-h80x99-cm-50x36.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/2000-Festa-Santi-Martiri-Tuscania-2000-olio-su-tela-h80x99-cm-105x75.jpg 105w\" sizes=\"(max-width: 262px) 100vw, 262px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7710\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Festa dei Santi Martiri a Tuscania &#8211; 2000<\/em><\/span><\/p><\/div>\n<p>Il suo fare artistico sorretto da uno \u201cstraordinario spontaneismo multiforme\u201d riscosse grande successo presso la critica e in molti paesi europei, come in Grecia, Spagna e Francia dove sono state esposte le sue opere.<\/p>\n<p>In continuit\u00e0 con la recente <a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=7592\"><strong>Giornata del Contemporaneo<\/strong><\/a>, lo Studio d\u2019artista della pittrice Bonaria Manca getta luce su un patrimonio culturale nascosto e ancora poco conosciuto, che nondimeno testimonia la ricchezza dell\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p>E&#8217;oggi possibile visitare (su richiesta) la \u201cCasa dei simboli\u201d e conoscere la storia della vocazione artistica di Bonaria Manca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale: <a href=\"http:\/\/www.bonariamanca.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.bonariamanca.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201cLa casa di Bonaria, in una certa maniera \u00e8 unica forse in tutta Italia. 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