{"id":7553,"date":"2022-08-20T10:05:33","date_gmt":"2022-08-20T08:05:33","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=7553"},"modified":"2024-10-04T17:15:37","modified_gmt":"2024-10-04T15:15:37","slug":"ripensamenti-dartista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=7553","title":{"rendered":"Ripensamenti d&#8217;Artista. La nuova campagna di comunicazione del MIC"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Ripensamenti d\u2019artista<\/strong> \u00e8 la nuova campagna digitale lanciata dall\u2019Ufficio Stampa e Comunicazione del Ministero della Cultura che racconta i dubbi, le incertezze, le correzioni che si celano dietro i capolavori della Storia dell\u2019Arte italiana.<\/p>\n<p>Si tratta di piccoli ma importanti segni, che ci permettono di ottenere informazioni sul processo creativo, spesso tutt\u2019altro che lineare, che ha portato alla realizzazione di un\u2019opera, sul contesto nel quale \u00e8 nata e sull\u2019artista stesso; possono essere un\u2019indicazione del suo modus operandi. E\u2019 come entrare \u201cdentro l\u2019opera\u201d, al di sotto della pellicola pittorica, per scoprire quegli aspetti materici, ma anche alcuni tratti sfuggenti della personalit\u00e0 dell\u2019artista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni ripensamenti sono visibili ad occhio nudo, mentre altri li conosciamo solo grazie alle procedure di diagnostica. Analisi che possono essere non invasive e non distruttive, come le <strong>tecniche di Imaging<\/strong> (fotografia a luce radente, Fluorescenza UV, Radiografia\u2026), che agiscono differentemente sui livelli delle superfici di un dipinto.<\/p>\n<p>E\u2019 grazie a queste tecniche utilizzate in una fase preliminare al restauro che vengono alla luce i <u>ripensamenti d\u2019artista<\/u>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un caso emblematico \u00e8 la<strong> <em>Madonna del Latte<\/em><\/strong>, capolavoro di Bartolom\u00e9 Esteban Murillo di <strong>Palazzo Corsini<\/strong>, esposta lo scorso anno <strong><a href=\"https:\/\/www.barberinicorsini.org\/evento\/dai-primitivi-a-filippo-lippi-il-nuovo-allestimento-di-palazzo-barberini\/\">negli spazi da poco riallestiti<\/a><\/strong>, della <strong>Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini<\/strong>, dopo un lungo restauro, durato circa dieci mesi, preceduto da indagini, che hanno permesso di conoscere i pigmenti e di recuperare particolari minuti e preziosi.<\/p>\n<p>La radiografia, alla quale \u00e8 stata sottoposta l\u2019opera per la prima volta, ha rivelato una stratigrafia molto complessa della superficie pittorica con l\u2019emergere della figura di un San Francesco inginocchiato, sicuro indizio di una fase antecedente al capolavoro finito del pittore spagnolo, che dopo aver realizzato il santo ha probabilmente abbandonato l\u2019esecuzione dell\u2019opera, per tornarci in un secondo momento, sostituendo a questa figura<em> l<\/em>a <em>Madonna con il Bambino<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche nelle collezioni della <strong>Galleria Borghese<\/strong>, anch\u2019essa dal 2014 Istituto autonomo dell&#8217;attuale sistema museale nazionale, si individua un\u2019 altra opera esemplare scelta per la nuova campagna del MIC: la celebre <strong><em>Dama col Liocorno<\/em><\/strong>, realizzata da Raffaello Sanzio tra il 1505 e il 1506.<\/p>\n<p>Nel 1933 fu eseg<a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/RaffaelloDama.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7558 alignright\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/RaffaelloDama.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/RaffaelloDama.jpg 1920w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/RaffaelloDama-300x169.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/RaffaelloDama-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/RaffaelloDama-768x432.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/RaffaelloDama-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/RaffaelloDama-260x146.jpg 260w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/RaffaelloDama-50x28.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/RaffaelloDama-133x75.jpg 133w\" sizes=\"(max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><\/a>uita una delle prime indagini radiografiche in Italia, sull\u2019opera raffigurante la <em>Santa Caterina<\/em>. La radiografia permise di osservare gli strati inferiori del dipinto. Sotto la ruota e la palma, i simboli della santa, emersero un cane e le mani originarie. Fu subito chiaro che il dipinto aveva subito importanti modifiche. \u00a0Le indagini permisero di ricostruirne la storia: nella prima versione dell\u2019opera, l\u2019effigiata aveva tra le braccia un cane, trasformato in un liocorno e in seguito nascosto dalla ruota, attributo canonico di Santa Caterina. A seguito di un acceso dibattito tra gli studiosi, si decise di riportare l\u2019immagine a prima delle ridipinture, che avevano trasformato la Dama in Santa Caterina. Nel 1935 venne eseguito il restauro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molte opere cardine della storia dell\u2019arte italiana hanno avuto una veste diversa da quella che conosciamo; disegni, studi preparatori, ridipinture, riuso delle tele hanno interessato tanti dei nostri capolavori.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa <strong>Ripensamenti d\u2019artista<\/strong> ha l\u2019obiettivo di portarli alla luce, alla scoperta del patrimonio culturale statale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La campagna sar\u00e0 pubblicata ogni settimana, sui canali social del Ministero della Cultura, volgendo l\u2019attenzione sia alle arti figurative che alla scrittura, per mostrare come i ripensamenti e le correzioni caratterizzino anche le bozze dei grandi testi della letteratura italiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Ripensamenti d\u2019artista \u00e8 la nuova campagna digitale lanciata dall\u2019Ufficio Stampa e Comunicazione del Ministero della Cultura che racconta i dubbi, le incertezze, le correzioni che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":7556,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-7553","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-s21-newsprimapagina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7553"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7553"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7553\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8794,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7553\/revisions\/8794"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}