{"id":3990,"date":"2019-02-01T14:35:12","date_gmt":"2019-02-01T13:35:12","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=3990"},"modified":"2024-10-10T14:34:22","modified_gmt":"2024-10-10T12:34:22","slug":"ristorante-vero-alfredo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=3990","title":{"rendered":"Ristorante Vero Alfredo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>DAL CAFFE\u2019 GRECO AL RISTORANTE VERO ALFREDO.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>UN PATRIMONIO IMMATERIALE DA SALVARE<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RistoranteAlfredo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3997\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RistoranteAlfredo-300x297.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RistoranteAlfredo-300x297.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RistoranteAlfredo-768x759.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RistoranteAlfredo-148x146.jpg 148w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RistoranteAlfredo-50x50.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RistoranteAlfredo-76x75.jpg 76w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RistoranteAlfredo-85x85.jpg 85w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RistoranteAlfredo-80x80.jpg 80w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RistoranteAlfredo.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019 antico Caff\u00e8 Greco, luogo di ispirazione e creativit\u00e0 dei pi\u00f9 fervidi ingegni al civico 86 di Via Condotti. O l\u2019elegante Ristorante \u201cVero Alfredo\u201d, nell\u2019 area del Tridente posta in prossimit\u00e0 del Tevere, caratterizzata dall\u2019 emergenza monumentale del Mausoleo di Augusto. Questi sono soltanto alcuni degli storici locali della Capitale, che insieme ad altri esercizi commerciali di lunga tradizione rientrano a buon diritto nell\u2019 alveo dei beni culturali rappresentando un patrimonio di memorie e identit\u00e0 da salvaguardare anche per la costruzione dell\u2019immaginario dell\u2019\u201cItalianit\u00e0\u201d all\u2019 estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di particolare interesse \u00e8 la storia riguardante il <strong>Ristorante Vero Alfredo<\/strong>, sito in Piazza Augusto Imperatore 30, che occupa uno dei locali posti al piano terra del Palazzo dell\u2019Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, gi\u00e0 dichiarato di interesse storico-artistico con D.D.R. del 22\/08\/2006. La storia del locale si intreccia, pertanto, sin dagli anni \u201940, con quella del Palazzo dell\u2019INPS, nell\u2019ambito dell\u2019ampia opera di sistemazione urbanistica della piazza da parte dell\u2019arch. Vittorio Morpurgo, prevista dal Piano regolatore del 1931. Dopo l\u2019 accurata opera di allestimento, nel gennaio 1950, il locale riapre al pubblico, noto come \u201cAlfredo\u201d, poi \u201cL\u2019Originale Alfredo\u201d (fino al 1990) e infine il \u201cVero Alfredo\u201d, mantenendo fino ad oggi inalterati la distribuzione interna e i caratteri stilistici originari, con la variet\u00e0 dei suoi arredi e dei bassorilievi d\u2019 epoca dello scultore\u00a0 Gino Mazzini, che ancora caratterizzano il ristorante,\u00a0in linea con il gusto del periodo che concepiva la decorazione plastica come parte dell\u2019 architettura. \u00a0Al suo interno si possono annoverare il ciclo di bassorilievi delle quattro stagioni suddiviso tra la <strong>Sala Dolce Vita<\/strong> e la <strong>Sala Celebrities<\/strong>, l\u2019insegna del ristorante, la scultura di Ninfa e, soprattutto, il bassorilievo raffigurante il <strong>Trionfo del fondatore del ristorante Alfredo Di Lelio<\/strong> mentre innalza nella mano sinistra il celebre piatto di fettuccine divenuto quasi un brand del locale stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda che ha portato all\u2019 apposizione del vincolo di tutela sull\u2019 immobile ha inizio a marzo 2018 con la comunicazione di avvio del procedimento di dichiarazione dell\u2019interesse culturale ai sensi dell\u2019art. 14 del D.Lgs. 42\/2004 e la successiva proposta di tutela della <strong>Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma<\/strong>. Nei suoi riguardi la <strong>Commissione Regionale per il patrimonio culturale <\/strong>presso il <strong>Segretariato Regionale per il Lazio <\/strong>ha espresso parere di approvazione in sede di riunione decisoria del 9 luglio 2018, adottando il decreto n. 50\/2018 a firma del Segretario Regionale per il Lazio, in base al quale il ristorante con le opere di Gino Mazzini e gli elementi di arredo conservati all\u2019 interno presenta un interesse particolarmente importante ai sensi dell\u2019art. 10 co. 3, lett. d e ai sensi dell\u2019art. 7bis del Codice dei beni culturali quale \u201c<em>espressione di identit\u00e0 culturale collettiva<\/em>\u201d. L\u2019 immobile viene conseguentemente sottoposto a tutte le disposizioni di tutela previste dalla normativa vigente, al fine di garantire la conservazione anche di quegli aspetti tradizionali di convivialit\u00e0 del locale, che \u2013 \u00e8 bene ricordarlo -, nel 2012 ha ottenuto il riconoscimento prestigioso di \u201c<strong>Attivit\u00e0 storica di Eccellenza<\/strong>\u201d, con la conseguente iscrizione nell\u2019 <strong>Albo dei Negozi Storici di Eccellenza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda sembrava a un passo dalla conclusione, quando viene presentata agli uffici competenti la richiesta di spostamento definitivo di tutte le opere e i beni mobili presenti all\u2019 interno. Al parere negativo della Soprintendenza Speciale ribadito nella riunione del 23 ottobre della Commissione Regionale per il patrimonio culturale far\u00e0 seguito il preavviso di rigetto del Segretariato Regionale per il Lazio agli interessati e il successivo decreto n. 5 del 14 gennaio 2019, che riafferma l\u2019impossibilit\u00e0 di spostare definitivamente i beni in quanto parte integrante dell\u2019architettura del locale e strettamente connessi all\u2019 attivit\u00e0 che vi si svolge all\u2019 interno. A ben\u00a0vedere, non solo le opere dell\u2019artista senese ma anche gli arredi storici in stile Art Dec\u00f2, quali il coretto per l\u2019orchestra, l\u2019elegante piccola scala d\u2019 epoca, cos\u00ec come il bancone del bar\u00a0 o le lampade e le appliques in vetro opalino e ottone, sono stati concepiti e realizzati contestualmente alla nascita del locale \u201cIl Vero Alfredo. Un loro spostamento li priverebbe pertanto di uno spazio significante. Senza considerare i rischi per la conservazione di alcune opere che deriverebbero da una loro possibile rimozione. Come gi\u00e0 esplicitato nella relazione storico-artistica della Soprintendenza, recependo le valutazioni di merito della <strong>Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio<\/strong>, la Commissione Regionale ha altres\u00ec riconosciuto lo specifico interesse\u00a0 demoetnoantropologico de \u201cIl Vero Alfredo\u201d nella ininterrotta continuit\u00e0 dell\u2019 unione tra locale, arredi e opere artistiche, tradizione enogastronomica e quell\u2019 inconfondibile socialit\u00e0 goliardica che da sempre caratterizza l\u2019 atmosfera del locale, offrendo uno sguardo inedito sul costume e la vita sociale della capitale a partire dal dopoguerra, come attestano le fotografie e i 58 libri-firme delle \u00a0<em>Celebrities <\/em>dichiarati di interesse storico particolarmente importante nel 2018 dalla <strong>Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente al \u201cVero Alfredo\u201d, si consuma l\u2019analoga vicenda del <strong>Caff\u00e8 Greco<\/strong>, che ha fornito ulteriori spunti interessanti. Dichiarato di interesse culturale con D.M. 27\/07\/1953 e D.M. 06\/02\/1954, il pi\u00f9 antico caff\u00e8 di Roma, fondato nel 1765 e frequentato nei suoi 250 anni di storia da artisti, intellettuali e poeti, ha di recente richiamato l\u2019attenzione delle istituzioni competenti, anche a seguito di una petizione che ne scongiurava la chiusura. Nel corso del procedimento di rinnovo di dichiarazione di interesse culturale per verificare la consistenza dei beni mobili attualmente presenti, \u00e8 intervenuta la Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio che ha ravvisato nel <strong>vincolo di pertinenzialit\u00e0 <\/strong>tra bene immobile principale e beni mobili lo strumento culturale e giuridico pi\u00f9 appropriato per salvaguardare il complesso nella sua stessa unitariet\u00e0. Ai sensi del citato art. 7bis del codice dei beni culturali e della <strong>Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale <\/strong>(2003), il Caff\u00e8 Greco \u00e8 riconosciuto dalla collettivit\u00e0 come \u201cstorico caff\u00e8 letterario\u201d, testimonianza della centralit\u00e0 storica e culturale di Roma a partire dal Settecento. La sua peculiare identit\u00e0 traspare e si identifica non solo nelle oltre 300 opere d\u2019 arte e cimeli storici, che tuttora ne fanno un\u2019imponente galleria, ma anche nella sua funzione sociale, nella secolare tradizione di accoglienza e ospitalit\u00e0 e in quella vivace atmosfera rimasta pressoch\u00e8 intatta come ai tempi di Goethe, De Chirico o di Renato Guttuso, che proprio al locale ha dedicato una delle sue pi\u00f9 famose opere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DAL CAFFE\u2019 GRECO AL RISTORANTE VERO ALFREDO. 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