{"id":295,"date":"2014-05-06T06:24:37","date_gmt":"2014-05-06T04:24:37","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=295"},"modified":"2014-05-06T06:24:37","modified_gmt":"2014-05-06T04:24:37","slug":"le-terre-del-caffe-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=295","title":{"rendered":"LE TERRE DEL CAFFE&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"drl_document\/Terre_caffe\/Le_Terre_del_Caffe.jpg\" border=\"0\" width=\"400\" height=\"301\" style=\"border: 0px none; float: left; margin: 5px;\" \/><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"background-color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">FAUSTO ROMA. LE TERRE DEL CAFF\u00c8<\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/span><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Il <strong>Complesso del Vittoriano <\/strong>ospita<strong> dal 16 aprile al 18 maggio 2014<\/strong> la mostra \u201c<em>Le Terre del Caff\u00e8<\/em>\u201d  di Fausto Roma. Promossa da Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e  Associazione Impegno Roma, l\u2019esposizione \u00e8 organizzata e realizzata da  Comunicare Organizzando.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Curata da <strong>Claudio Strinati<\/strong>, \u201c<em>Le Terre del Caff\u00e8<\/em>\u201d nasce  con l\u2019obiettivo di ricostruire un percorso nel quale lo spazio stesso  diventa parte integrante delle opere esposte, un viaggio intorno alla  Terra vista dall\u2019alto con gli occhi dall\u2019artista, un immaginario giro  del mondo sulla linea dell\u2019Equatore attraverso le Terre da cui prendono  origine i semi del caff\u00e8 per riportare l\u2019attenzione in maniera forte sul  problema della \u201cTerra\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">\u00abCi\u00f2 che ha sostenuto sempre il lavoro di Fausto Roma \u00e8 la capacit\u00e0  di pensare strutturalmente, cio\u00e8 la sua astrazione, che in un certo  senso \u00e8 fatta di concretezza. In lui c\u2019\u00e8 una tendenza molto forte alla  costruzione della forma, della pura forma, ma questa tendenza \u00e8 sempre  legata ad un afflato morale, al desiderio di dare un messaggio, un  messaggio di energia, un afflato che \u00e8 sempre presente nelle sue opere\u00bb,  scrive il curatore. \u00abTutto in lui \u00e8 lieve e, ben costruito e, come gli  antichi, il maestro \u00e8 ideatore e costruttore dei simboli che mette in  scena\u00bb. <br \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Il simbolo \u00e8 al centro della sperimentazione artistica di Roma,  fulcro di un linguaggio totemico che, mentre assorbe forme appartenenti  agli Incas o alle radici etrusche, si proietta nel futuro mescolando  alla manualit\u00e0 pi\u00f9 tradizionale l\u2019utilizzo di fotografie satellitari, in  modo che il moderno irrompa nell\u2019antico quasi circoscrivendolo in un  gioco di linee, spirali e campiture cromatiche. <br \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">\u00abFausto Roma \u00e8 innegabilmente un personaggio eccentrico nel paesaggio  attuale delle arti in Italia. Sembra possedere un buon umore visivo che  innegabilmente va contro tendenza. Ama il colore, e il segno che lo  articola come se fosse una scrittura indecifrata. Sembra un narratore,  di quelli curiosi apparsi da una sorta di magia arcana. Uno scrittore  descrittore della propria pittura\u00bb, cos\u00ec lo descrive <strong>Philippe Daverio<\/strong>, autore di uno dei testi critici in catalogo. <br \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">In questa personale Fausto Roma propone 28 acrilici su tela stampata,  di grandi dimensioni, e una piccola scultura-gioiello, dalla quale \u00e8  partito il percorso di Roma verso un\u2019arte che \u201cguarda dall\u2019alto\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">La <strong>scultura-gioiello \u201cEneide\u201d<\/strong>, testimonial della missione  spaziale italo-russa \u201cEneide\u201d da cui il gioiello ha preso il nome.  Portata a bordo della navicella spaziale Soyuz 10s dell\u2019astronauta  Vittori \u2013 partita il 15 aprile 2005 dal Cosmodromo Russo di Baykonur \u2013 \u00e8  una losanga percorsa da segni primigeni appena graffiati nell\u2019oro e al  cui interno viaggia una sfera antropomorfa: \u00e8 che il nostro Pianeta a  sua volta iscritto in un anello con tre piccole pietre preziose dai  colori verde, bianco e rosso (smeraldo, brillante e rubino). La sua  forma a mandorla rappresenta la vita, sulla cornice sono riportati i  segni Alfa-Omega a simboleggiare l\u2019Universo. La figura antropomorfa al  centro \u00e8 l\u2019Uomo: la testa \u00e8 la Terra e le tre pietre l\u2019Italia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Le <strong>venti opere de \u201cLe terre del Caff\u00e8\u201d<\/strong>, che danno il nome alla  mostra, sono ispirate alle sedici terre che vantano le condizioni  climatiche adatte alla produzione dei semi, tra cui Kenya, Messico,  Etiopia, Guatemala e Colombia. Dalle mappe di questi luoghi parte  l\u2019artista per scoprire strutture di citt\u00e0-civilt\u00e0 nella pienezza di  realt\u00e0 del fantastico, da cui emergono archetipi e simboli che, dai  primordi, continuano per tradizione ad essere associati alla produzione,  all\u2019esportazione, al consumo del caff\u00e8. In mostra anche sette acrilici  del ciclo \u201cTerra\u201d, in cui gli ingrandimenti modulari a stampa di  fotografie satellitari fungono da supporto, quasi da ordito, sul quale  l\u2019autore interviene con i tratti decisi e i colori squillanti degli  acrilici. \u00abSulla citt\u00e0 o su quel che di essa si percepisce nel gioco tra  concavo e convesso delle riprese aeree, sulle fasce diversamente  colorate dei terrazzamenti e dei coltivi e dei corsi d\u2019acqua delle  nostre terre, sul ritorno a materia preistorica e pi\u00f9 ancora magmatica  che la natura inaccessibile vista da un occhio lontanamente orbitante  sembra suggerirci, ridistribuendosi in conglomerati astratti, si portano  le coloriture che Fausto Roma come magicamente ritrova e conduce e  ritaglia per memoria involontaria di stoffe andine, e le figurazioni  etniche che gli vengono dal profondo e che egli favorisce sospinte dalle  forze endogene dell\u2019io e del nostro immaginario collettivo\u00bb, come  spiega Marcello Carlino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><em>Terra 2011<\/em> \u00e8 l\u2019opera presentata da Fausto Roma alla 54\u00b0  Biennale di Venezia \u2013 Padiglione Italia. Si tratta di un\u2019opera di  quattro metri per tre, costituita da 48 tele quadrate, le cui linee di  confine rappresentano i meridiani e i paralleli del mondo. Ma questo \u00e8  un mondo immaginato, e immaginate sono le tracciature\u00a0 di questo  territorio che non esiste se non nella fantasia dell\u2019artista.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FAUSTO ROMA. 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