{"id":205,"date":"2012-05-14T11:57:16","date_gmt":"2012-05-14T09:57:16","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=205"},"modified":"2023-10-13T14:00:51","modified_gmt":"2023-10-13T12:00:51","slug":"basilica-neopitagorica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=205","title":{"rendered":"Basilica Neopitagorica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Basilica\u00a0 sotterranea di Porta Maggiore<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><strong>Descrizione:<\/strong><\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<div>La basilica, riportata alla luce casualmente il 23 aprile 1917 in seguito ad un cedimento del terreno lungo la linea ferroviaria Roma-Cassino, si trova a\u00a0circa 9 metri sotto il livello dell\u2019attuale via Prenestina, subito fuori l\u2019odierna Porta Maggiore, punto di convergenza del pi\u00f9 importante gruppo di acquedotti della Roma imperiale.<br \/>\nPer evitare ulteriori danneggiamenti derivanti dalle vibrazioni dei treni e dalle infiltrazioni d\u2019acqua, nel 1951 venne costruito un contenitore\u00a0 di cemento armato con una intercapedine per racchiudere completamente le strutture antiche.<br \/>\nIl complesso della\u00a0<strong>Basilica sotterranea di Porta Maggiore\u00a0<\/strong>si compone di un corridoio, di un vestibolo e di una sala principale di tipo basilicale. Il corridoio costituiva in origine l\u2019accesso dall\u2019antica via Prenestina: dal piano stradale una lunga galleria coperta con volta a botte scendeva con una forte pendenza lungo il lato settentrionale della basilica per poi piegare ad angolo retto e raccordarsi con il vestibolo. Oggi del corridoio si conserva solo l\u2019ultimo tratto di raccordo al vestibolo. Questo \u00e8 un piccolo ambiente a pianta quadrangolare (m 3,60 x 3,60) con volta a padiglione traforata da un lucernario che riproduce la forma dell\u2019aula basilicale. La sala basilicale (m 12 x 9 per complessivi mq 108) \u00e8 un\u2019aula rettangolare suddivisa da sei pilastri in tre navate coperte con volte a botte. La navata centrale, pi\u00f9 ampia rispetto alle navate laterali, presenta sul fondo un\u2019abside semicircolare. I pavimenti sono a mosaico bianco e nero, mentre sulle pareti e sulle volte predomina il colore bianco della decorazione a stucco.<br \/>\nNel catino dell\u2019abside \u00e8 raffigurata\u00a0<strong>Saffo<\/strong>\u00a0nell\u2019atto di lanciarsi dalla rupe di Leucade. Le rappresentazioni figurate della sala riconducono alla mitologia classica (come per esempio Ganimede rapito da un genio alato, il ratto di una delle figlie di Leucippo), al rituale mistico o a scenette di vita quotidiana. Nel tessuto decorativo si moltiplicano le figure femminili di offerenti e le immagini di oggetti come vasi, candelabri, strumenti musicali; sulle pareti si stendono grandi pannelli con raffigurazioni paesaggistiche stilizzate. Nel vestibolo l\u2019apparato decorativo \u00e8 caratterizzato dall\u2019uso della policromia sulla volta, ripartita in quadretti figurati, mentre sulle pareti si ripetono i temi paesaggistici con presenza di uccelli e ghirlande floreali. Le indagini effettuate durante i restauri hanno rivelato un complesso sistema di costruzione dell\u2019edificio per fasi successive: scavo, riempimento con getti di cementizio di calce e pozzolana con blocchetti di selce e svuotamento delle terre.<br \/>\nLa basilica \u00e8 stata interpretata come luogo di culto o edificio funerario e collegata alle vaste propriet\u00e0 della<strong>\u00a0Gens Statilia<\/strong>, a cui appartiene anche il colombario ancora oggi visibile a circa duecento metri di distanza. Al di l\u00e0 delle ipotesi sulla funzione dell\u2019edificio, l\u2019eleganza e l\u2019organicit\u00e0 del tessuto decorativo fanno della basilica un\u2019opera d\u2019arte unitaria databile nei primi decenni del I secolo d.C., sia per la scelta dei soggetti che per lo stile della realizzazione, i cui confronti pi\u00f9 stringenti si riscontrano &#8211; sempre a Roma &#8211; nei coevi esempi forniti dal gi\u00e0 citato colombario degli Statilii, dal criptoportico sul Palatino, dalla sala dalla Volta Dorata della Domus Aurea.<\/div>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Informazioni utili:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"> <strong> Localit\u00e0: <\/strong> Roma<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><strong>Indirizzo: <\/strong> Piazzale Labicano, 1<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><strong>Calendario di aperture<br \/>\n<\/strong>Visite sospese per restauro<\/span><\/p>\n<p><strong>Chiusura<\/strong><br \/>\nAgosto<\/p>\n<p><strong>Prenotazioni<\/strong><br \/>\nIl sito \u00e8 accessibile solo con visita guidata con prenotazione obbligatoria www.coopculture.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basilica\u00a0 sotterranea di Porta Maggiore &nbsp; Descrizione: La basilica, riportata alla luce casualmente il 23 aprile 1917 in seguito ad un cedimento del terreno lungo la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-205","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-c17-aree-archeologiche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/205"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=205"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/205\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}