{"id":6919,"date":"2022-05-02T11:00:14","date_gmt":"2022-05-02T09:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=6919"},"modified":"2025-10-03T09:14:31","modified_gmt":"2025-10-03T07:14:31","slug":"via-appia-regina-viarum","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=6919","title":{"rendered":"Via Appia &#8220;Regina Viarum&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Data di presentazione: 01\/06\/2006<\/p>\n<p>Categoria: culturale<\/p>\n<p>Presentata da: Ministero della Cultura<\/p>\n<p>Stato, Provincia o Regione: Regioni Lazio, Campania, Basilicata, Puglia \u2013 Province di Roma, Latina, Caserta, Benevento, Potenza, Matera, Taranto, Brindisi<\/p>\n<p>Ref.. 349<\/p>\n<p>La <strong>Via Appia<\/strong> \u00e8 la prima e la pi\u00f9 importante delle grandi strade costruite dagli antichi romani ed \u00e8, quindi, anche conosciuta come &#8220;Regina Viarum&#8221;. Fu edificato verso la fine del IV secolo a.C., nel 312, per <a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia2-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6949 alignleft\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia2-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"355\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia2-scaled.jpg 1920w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia2-225x300.jpg 225w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia2-768x1024.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia2-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia2-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia2-110x146.jpg 110w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia2-38x50.jpg 38w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia2-56x75.jpg 56w\" sizes=\"(max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/a>garantire rapide e dirette comunicazioni tra Roma e Capua. Secondo lo storico romano Livio, fu costruita dal censore Appio Claudio Cieco e a lui intitolata. Il progetto rivela una concezione sorprendentemente moderna: aggirando tutti i centri intermedi, la strada punta dritta verso la sua meta. Eccezionali prodezze di ingegneria, ponti, viadotti, gallerie, assicuravano un corso incrollabilmente rettilineo, attraverso distese d&#8217;acqua, paludi e montagne; molte di queste opere sono praticabili fino ad oggi. La Via Appia fornisce anche testimonianze della rivoluzione nella costruzione di strade operata dai romani. I romani concepirono specifici fondi stradali, per la stabilit\u00e0 e il drenaggio, che furono pavimentati con lastre aderenti di basalto rivestito, garantendo cos\u00ec la viabilit\u00e0 in ogni condizione atmosferica. Ci\u00f2 ha permesso loro di costruire una vasta rete di strade statali che \u00e8 rimasta intatta per secoli ed \u00e8 ancora la spina dorsale della viabilit\u00e0 di tutti i paesi dell&#8217;area mediterranea. Anche lo status giuridico di queste strade \u00e8 veramente innovativo: a differenza delle strade precedenti, il sistema viario non era riservato al viaggio dei re o dei loro eserciti, era un sistema pubblico, gratuito, destinato al servizio della popolazione rurale e urbana. Tutte le strade avevano marciapiedi e pietre miliari che indicavano le principali distanze e per facilitare ulteriormente gli spostamenti, c&#8217;erano stazioni di posta a intervalli regolari che fornivano cambio di cavalli e alloggio. Questo efficiente sistema viario era utilizzato dal cursus publicus, il servizio postale romano, per il recapito della posta in tutte le province dell&#8217;Impero e, soprattutto, per lo scambio di messaggi tra le province e la capitale dell&#8217;Impero. La Via Appia fu pi\u00f9 volte ampliata, poich\u00e9 l&#8217;Impero conquist\u00f2 il sud d&#8217;Italia; prima fino a Benevento, subito dopo il 268 a.C., poi attraverso gli Appennini fino a Venosa e ancora fino a Taranto. Infine, nel II secolo a.C., raggiunse Brindisi, porto principale per le navi dirette verso la Grecia e l&#8217;Oriente. Nel corso degli anni l&#8217;originario corso da Benevento a Brindisi fu progressivamente sostituito da un percorso pi\u00f9 breve e agevole attraverso la Puglia fino a quando, all&#8217;inizio del II secolo d.C., l&#8217;imperatore Traiano ne fece un vero e proprio itinerario alternativo e gli diede la sua nome. La nuova Via Appia Traiana permetteva ai viaggiatori di recarsi da Roma a Brindisi in 13-14 giorni percorrendo un totale di 365 miglia, poco meno di 540 km.<\/p>\n<p>Confronto con altre propriet\u00e0 simili La via Appia prevale su tutte le altre vie publicae romane per il suo<a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia3-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6951 alignright\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia3-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia3-scaled.jpg 1920w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia3-225x300.jpg 225w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia3-768x1024.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia3-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia3-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia3-110x146.jpg 110w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia3-38x50.jpg 38w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Appia3-56x75.jpg 56w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a> ottimo stato di conservazione: l&#8217;intero corso, sia il primo tracciato che il percorso alternativo voluto da Traiano, sono chiaramente individuabili, cos\u00ec come gli innumerevoli monumenti e complessi che furono costruiti, in nel corso di diversi secoli, lungo la strada stessa. La Via Appia, inoltre, svolge un ruolo unico nel quadro della viabilit\u00e0 romana in quanto ha indotto lo sviluppo di siti, idee, opere, testimonianze e memorie che, nel corso di oltre 2300 anni di storia, hanno formato un complesso ambiente culturale, universalmente riconosciuti come tali da scrittori, pittori, poeti e viaggiatori europei e americani che furono innegabilmente segnati dalla Via Appia e dalle aree del territorio limitrofe.<\/p>\n<p>Nel\u00a0 maggio 2022, il <strong>Ministero della Cultura<\/strong> ha avviato l\u2019iter di candidatura della Via Appia Antica, nel percorso integrale da Roma a Brindisi e comprensivo della variante traianea, per l\u2019iscrizione nella <strong>Lista del Patrimonio Mondiale dell\u2019Umanit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Vai alla scheda completa<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/whc.unesco.org\/en\/tentativelists\/349\/\">https:\/\/whc.unesco.org\/en\/tentativelists\/349\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cultura.gov.it\/comunicato\/22800\">MIC &#8211; Appia Antica: Franceschini, al via la procedura per l&#8217;iscrizione nella Lista del Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Data di presentazione: 01\/06\/2006 Categoria: culturale Presentata da: Ministero della Cultura Stato, Provincia o Regione: Regioni Lazio, Campania, Basilicata, Puglia \u2013 Province di Roma, Latina, Caserta, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-6919","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6919"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6919"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6919\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9738,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6919\/revisions\/9738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}