{"id":6836,"date":"2022-04-28T08:31:57","date_gmt":"2022-04-28T06:31:57","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=6836"},"modified":"2022-10-11T15:05:30","modified_gmt":"2022-10-11T13:05:30","slug":"faggete-vetuste-di-viterbo-e-oriolo-romano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=6836","title":{"rendered":"Faggete Vetuste di Soriano nel Cimino e Oriolo Romano (VT)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il sito seriale transnazionale delle \u201cAntiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d\u2019Europa&#8221;\u00a0\u00e8 composto da 94\u00a0parti in 18\u00a0paesi europei: Albania, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Italia, Macedonia del Nord, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina. A\u00a0livello globale \u00e8 l&#8217;unico sito di questo tipo che collega cos\u00ec tante componenti e attualmente rappresenta\u00a0il\u00a0sito seriale con la propriet\u00e0 pi\u00f9 vasta.<\/p>\n<p>Il sito transnazionale \u00e8 stato dichiarato Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 nel 2007 e si \u00e8 arricchito di nuove aree nel corso degli anni.<\/p>\n<p>Complessivamente il sito rappresenta uno straordinario esempio di foreste non disturbate dall\u2019antropizzazione che si sono sviluppate dopo la fine dell\u2019ultima era glaciale, partendo da poche aree isolate nelle Alpi, Carpazi e Pirenei, in un periodo di poche centinaia di anni con un processo che \u00e8 ancora in corso. L\u2019espansione in un intero continente \u00e8 stata resa possibile grazie alla adattabilit\u00e0 del faggio e alla sua tolleranza delle diverse condizioni climatiche, geografiche e fisiche, che gli consente di affermarsi un po&#8217; ovunque: dai terreni ricchi di calcare a quelli sabbiosi poveri di nutrienti, dalla montagna alla pianura, da condizioni pi\u00f9 umide a quelle pi\u00f9 aride.<\/p>\n<p>Le\u00a0faggete italiane inserite nel sito transnazionale si trovano nelle seguenti localit\u00e0:<\/p>\n<p>-Valle Cervara, Selva Moricento, Coppo del Morto, Coppo del Principe, Val Fondillo, Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise<\/p>\n<p>-Cozzo Ferriero (Potenza) e Pollinello (Cosenza),\u00a0Parco Nazionale del Pollino<\/p>\n<p>-Falascone e Pavari-Sfilzi,\u00a0Foresta Umbra, Parco Nazionale del Gargano<\/p>\n<p>-Monte Cimino (Soriano nel Cimino, Viterbo)<\/p>\n<p>-Monte Raschio (Oriolo Romano, Viterbo)<\/p>\n<p>-Sasso Fratino, Parco nazionale delle Foreste Casentinesi<\/p>\n<p>-Valle Infernale, Parco Nazionale dell&#8217;Aspromonte<\/p>\n<p>Il criterio sulla base del quale le aree sono state iscritte nella lista del Patrimonio Mondiale si basa sul fatto che queste faggete vetuste\u00a0sono indispensabili per comprendere la storia e l\u2019evoluzione del faggio, che si \u00e8 diffuso in tutte le altitudini, dalle zone costiere alle montagne, partendo dalle originarie aree glaciali dell\u2019Europa sud orientale ed espandendosi verso l\u2019Europa nord occidentale. La loro importanza ecologica \u00e8 dunque estremamente significativa e la loro espansione in aree estensive dell\u2019Europa, un processo ancora in corso, \u00e8 una testimonianza vivente dell\u2019adattabilit\u00e0 genetica del faggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Descrizione del sito:<\/strong><\/p>\n<p>Le aree del sito transnazionale presenti nel Lazio sono due: <strong>Monte Cimino<\/strong> (Soriano nel Cimino, Viterbo) e <strong>Monte Raschio<\/strong> (Oriolo Romano, Viterbo)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Raschio-4_sito_UNESCO-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6839\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Raschio-4_sito_UNESCO-.jpg\" alt=\"\" width=\"1232\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Raschio-4_sito_UNESCO-.jpg 1232w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Raschio-4_sito_UNESCO--300x187.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Raschio-4_sito_UNESCO--1024x638.jpg 1024w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Raschio-4_sito_UNESCO--768x479.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Raschio-4_sito_UNESCO--234x146.jpg 234w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Raschio-4_sito_UNESCO--50x31.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Raschio-4_sito_UNESCO--120x75.jpg 120w\" sizes=\"(max-width: 1232px) 100vw, 1232px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Monte Cimino (Soriano nel Cimino, Viterbo):<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il Monte Cimino si trova in un territorio profondamente plasmato dall\u2019intensa attivit\u00e0 vulcanica esplosiva, avvenuta migliaia di anni fa nella provincia di Viterbo. Pi\u00f9 precisamente, la geologia dei Monti Cimini ha un\u2019et\u00e0 compresa tra 1,35 milioni e 800.000 anni fa. Durante questo intervallo di tempo, la risalita di magmi viscosi acidi lungo la frattura ha originato\u00a0pi\u00f9 di 50 rilievi collinari intorno al rilievo principale,\u00a0ovvero il Monte Cimino (1.053 m).<\/p>\n<p>Dalla sommit\u00e0 del monte si gode la vista sulla valle del Tevere e sui vicini borghi di Soriano nel Cimino,\u00a0Vitorchiano,\u00a0Bomarzo, Montefiascone\u00a0e\u00a0Bassano in Teverina.<\/p>\n<p>La testimonianza dell\u2019intensa attivit\u00e0 vulcanica di questa zona \u00e8 inoltre testimoniata dalla presenza in tutto il territorio di\u00a0formazioni rocciose e blocchi sparsi che possono raggiungere volumi di decine di metri cubi. In particolare, sulla vetta del Monte Cimino si scorge un grande masso di circa 250 tonnellate, anche conosciuto come\u00a0sasso \u201cmenicante\u201d o sasso \u201cnaticarello\u201d, gi\u00e0 noto al tempo dei Romani, il cui nome \u00e8 legato alla particolare posizione, sospeso in equilibrio su una sporgenza del terreno.<\/p>\n<p>La faggeta del monte Cimino si estende per circa 58 ha. ad un\u2019altitudine compresa tra i 925 ed i 1053 m s.l.m. e rappresenta una delle pi\u00f9 maestose e imponenti testimonianze dell\u2019Italia Centrale, annoverando alcuni tra gli esemplari di faggio pi\u00f9 alti di Europa.<\/p>\n<p>Nell\u2019area \u00e8 presente anche una stazione meteorologica, attiva dal 2011 e ripristinata nel 2018, che rileva quotidianamente i parametri meteorologici.<\/p>\n<p>L\u2019 area \u00e8 dotata di un parcheggio a ca. 970 m s.l.m. da cui \u00e8 possibile esplorare la faggeta.<\/p>\n<p>Il 2 febbraio 2015 la faggeta \u00e8 stata proposta, dalla delegazione permanente italiana presso l\u2019UNESCO, nella tentative list per l&#8217;inclusione tra i siti del Patrimonio Mondiale\u00a0Naturale secondo il criterio di selezione (IX): &#8220;per essere un esempio eccezionale di significativo corso dei processi ecologici e biologici nell&#8217;evoluzione e lo sviluppo degli ecosistemi terrestri, di acqua dolce, costieri e marini e le comunit\u00e0 di piante e animali marini&#8221;.<\/p>\n<p>Il 7 luglio 2017 il World Heritage Committee, riunito a Cracovia, ha riconosciuto la faggeta di Monte Cimino come sito\u00a0UNESCO\u00a0Patrimonio Mondiale Naturale dell&#8217;Umanit\u00e0\u00a0inserendola nella Unesco&#8217;s World Heritage List (ID. 1133ter-047) ed in particolare all\u2019interno del sito transnazionale \u201cAntiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d\u2019Europa&#8221;.<\/p>\n<p>Il comprensorio del Monte Cimino, identificato con il nome \u201cMonte Cimino (versante nord)\u201d, \u00e8 stato riconosciuto come\u00a0Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS),\u00a0compresi nella rete ecologica europea di siti di interesse comunitario denominata \u201c<em>Rete Natura 2000\u201d<\/em>, con il fine di proteggere il biotopo di notevole interesse fitogeografico, naturalistico e storico-monumentale presente in quest\u2019area.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\r\n\t\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t\t#gallery-1 {\r\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t\t}\r\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\r\n\t\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\t\twidth: 33.33%;\r\n\t\t\t\t}\r\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\r\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t\t}\r\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t\t}\r\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\r\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6836 gallery-columns-3 gallery-size-large '><dl class='gallery-item'>\r\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\r\n\t\t\t\t\t<a href='https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?attachment_id=6841'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"833\" height=\"560\" src=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-1.jpg\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-1.jpg 833w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-1-300x202.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-1-768x516.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-1-217x146.jpg 217w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-1-50x34.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-1-112x75.jpg 112w\" sizes=\"(max-width: 833px) 100vw, 833px\" \/><\/a>\r\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\r\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\r\n\t\t\t\t\t<a href='https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?attachment_id=6842'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-2-1024x683.jpg\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-2-219x146.jpg 219w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-2-50x33.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-2-113x75.jpg 113w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/cimino-2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" 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Raschio\u00a0(552\u00a0m.\u00a0s.l.m.)\u00a0\u00e8 un\u00a0monte\u00a0appartenente al\u00a0gruppo montuoso\u00a0dei\u00a0monti Sabatini ed \u00e8 costituito da\u00a0coni\u00a0di\u00a0scorie, in particolare\u00a0di tufo\u00a0e\u00a0pozzolana, risultato finale dell&#8217;attivit\u00e0 eruttiva dell&#8217;antico\u00a0vulcano Sabatino,\u00a0entrato in attivit\u00e0 circa 600.000 anni fa ed esaurito intorno ai 40.000 anni fa.<\/p>\n<p>Il Monte \u00e8 compreso all\u2019interno del Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano e si trova nel territorio del comune di Oriolo Romano (VT).<\/p>\n<p>Il complesso forestale di propriet\u00e0 demaniale si estende per ca. 150 ha.<\/p>\n<p>Il territorio del complesso forestale di faggi \u00e8 inserito in due aree protette:<\/p>\n<p>-il SIC IT6010034 (sito di interesse comunitario\u00a0o\u00a0sito di importanza comunitaria)\u00a0\u201cFaggete di monte Raschio e Oriolo\u201d si estende per 712 ha. nei comuni di\u00a0Oriolo Romano\u00a0e\u00a0Bassano Romano.<\/p>\n<p>&#8211; la Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio: sito\u00a0UNESCO\u00a0patrimonio naturale dell&#8217;umanit\u00e0, con un\u2019estensione di \u00a0 74\u00a0ha.<\/p>\n<p>La\u00a0faggeta vetusta depressa di Monte Raschio\u00a0\u00e8 una faggeta\u00a0termofila\u00a0ed un importante sito\u00a0forestale\u00a0mesofilo. La sua caratteristica peculiare consiste nel particolare microclima fresco e umido, generato dalle elevate precipitazioni meteoriche e dalle correnti umide provenienti dal vicino lago di Bracciano, grazie al quale essa si sviluppa ad un\u2019altitudine compresa tra i 440 e i 552 m s.l.m., molto inferiore rispetto alle faggete degli\u00a0Appennini\u00a0che crescono oltre i 900 m\u00a0s.l.m. Si tratta di una faggeta relitta sopravvissuta al termine dell\u2019ultima glaciazione del\u00a0Quaternario\u00a0che grazie al microclima si \u00e8 adattata al nuovo clima mediterraneo.<\/p>\n<p>L\u2019abbondanza di acqua nella faggeta \u00e8 testimoniata gi\u00e0 in et\u00e0 romana nella realizzazione di sette bottini (Condotti o serbatoi per la depurazione delle acque lungo gli acquedotti) per alimentare l\u2019acquedotto Traiano-Paolo.<\/p>\n<p>Tra i numerosi faggi secolari presenti nella faggeta va citato il cosiddetto \u201cFaggio del piccione\u201d che cresce nelle vicinanze della vetta di Monte Raschio, il cui nome deriva dall&#8217;utilizzo dell\u2019albero fatto dagli\u00a0Altieri\u00a0 che vi avevano posto il richiamo per i\u00a0piccioni.<\/p>\n<p>Ad ottobre del 1999 le faggete di Oriolo Romano e\u00a0Bassano Romano, foresta di 712\u00a0ha, furono riconosciute\u00a0SIC\u00a0IT6010034 (sito di interesse comunitario\u00a0o\u00a0sito di importanza comunitaria).<\/p>\n<p>A novembre, con l\u2019istituzione del Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano, il SIC e il complesso demaniale di Monte Raschio entrano a far parte dell\u2019area protetta.<\/p>\n<p>Il 2 febbraio 2015 il SIC fu proposto, dalla delegazione permanente italiana presso l&#8217;UNESCO, nella\u00a0<em>tentative list<\/em>\u00a0per l&#8217;inclusione tra i siti\u00a0Patrimonio Mondiale Naturale dell&#8217;Umanit\u00e0\u00a0 secondo il criterio di selezione (IX):\u00a0<em>&#8220;per essere un esempio eccezionale di significativo corso dei processi ecologici e biologici nell&#8217;evoluzione e lo sviluppo degli ecosistemi terrestri, di acqua dolce, costieri e marini e le comunit\u00e0 di piante e animali marini&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Nel dicembre 2016 il\u00a0Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare\u00a0ha riconosciuto il\u00a0SIC\u00a0come\u00a0Zona Speciale di Conservazione\u00a0(ZSC).<\/p>\n<p>Il 7 luglio 2017 il World Heritage Committee, riunito a\u00a0Cracovia, ha riconosciuto la faggeta depressa vetusta di Monte Raschio come sito UNESCO Patrimonio Mondiale Naturale dell&#8217;Umanit\u00e0 inserendola nella UNESCO&#8217;s World Heritage List\u00a0all&#8217;interno del sito seriale\u00a0\u201cForeste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d&#8217;Europa\u201d. Dal riconoscimento venne esclusa l\u2019area SIC della faggeta di monte Termine, compresa nel comune di Bassano Romano.<\/p>\n<p>Secondo uno studio per il monitoraggio e la conservazione delle faggete UNESCO iniziato nel 2019 grazie ad un finanziamento della\u00a0National Geographic Society\u00a0e condotto dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Tuscia, nella foresta di Monte Raschio sono stati censiti e misurati faggi e cerri da record alti fino a 45 metri, alberi estremamente rari, considerato che in tutta Europa si censiscono circa una decina di esemplari, e circostanza unica ed eccezionale considerata la posizione della faggeta vetusta depressa collocata all\u2019estremo caldo-arido nella distribuzione del faggio.<\/p>\n<p>L\u2019accesso alle aree protette del sito UNESCO e al SIC avviene nel rispetto delle norme dettate dall&#8217;Ente parco ed \u00e8 consentito agli escursionisti, mtb e cavallo, mentre \u00e8 vietato ai mezzi di trasporto a motore. Per godere delle bellezze di questa faggeta \u00e8 possibile seguire i seguenti itinerari.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li><em>Sentiero Monte Raschio <\/em>CAI 175C. Dal centro del paese seguendo un facile\u00a0percorso escursionistico\u00a0di 8\u00a0km, \u00e8 possibile arrivare alla vetta di Monte Raschio;<sup>[13]<\/sup><\/li>\n<li><em>Sentiero Fonte Petrella <\/em>CAI 175D. Il sentiero conduce a Fonte Petrella;<sup>[14]<\/sup><\/li>\n<li><em>Ciclovia dei boschi<\/em>. Partendo dalla stazione ferroviaria seguendo un facile percorso\u00a0MTB che attraversa le faggete di Monte Raschio e Monte Termine si giunge dopo 18\u00a0km a\u00a0Trevignano Romano<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\r\n\t\t\t<style type='text\/css'>\r\n\t\t\t\t#gallery-2 {\r\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\r\n\t\t\t\t}\r\n\t\t\t\t#gallery-2 .gallery-item {\r\n\t\t\t\t\tfloat: left;\r\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\r\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\r\n\t\t\t\t\twidth: 33.33%;\r\n\t\t\t\t}\r\n\t\t\t\t#gallery-2 img {\r\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\r\n\t\t\t\t}\r\n\t\t\t\t#gallery-2 .gallery-caption {\r\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\r\n\t\t\t\t}\r\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\r\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-6836 gallery-columns-3 gallery-size-large '><dl class='gallery-item'>\r\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\r\n\t\t\t\t\t<a href='https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?attachment_id=6844'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-1.jpg\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-1.jpg 275w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-1-219x146.jpg 219w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-1-50x33.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-1-113x75.jpg 113w\" sizes=\"(max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/a>\r\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\r\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\r\n\t\t\t\t\t<a href='https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?attachment_id=6845'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"326\" height=\"155\" src=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-2.jpg\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-2.jpg 326w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-2-300x143.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-2-260x124.jpg 260w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-2-50x24.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-2-150x71.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a>\r\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\r\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\r\n\t\t\t\t\t<a href='https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?attachment_id=6846'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"259\" height=\"194\" src=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-3.jpg\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-3.jpg 259w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-3-195x146.jpg 195w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-3-50x37.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/raschio-3-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a>\r\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\r\n\t\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Il sito seriale transnazionale delle \u201cAntiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d\u2019Europa&#8221;\u00a0\u00e8 composto da 94\u00a0parti in 18\u00a0paesi europei: Albania, Austria, Belgio, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-6836","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6836"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6836"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6836\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6836"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}