{"id":6669,"date":"2022-03-20T07:45:12","date_gmt":"2022-03-20T06:45:12","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=6669"},"modified":"2022-03-20T07:45:17","modified_gmt":"2022-03-20T06:45:17","slug":"convenzione-dellaja-1954","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=6669","title":{"rendered":"Convenzione dell&#8217;Aja  (1954)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il patrimonio culturale , nelle sue diverse forme e espressioni, rappresenta l\u2019identit\u00e0 e la memoria storica di popoli e delle loro civilt\u00e0 millenarie ed esprimono al contempo valori universalmente riconosciuti.<\/p>\n<p>Non a caso, gi\u00e0 a partire dal II dopoguerra, numerose convenzioni sono state adottate al livello delle Nazioni Unite e in particolare, l\u2019UNESCO, nella consapevolezza che i beni culturali non rappresentano soltanto patrimonio del paese e degli abitanti che lo detengono per circostanze legate alla storia e ai suoi avvenimenti, ma all\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p>In occasione delle tragiche circostanze che possono accadere in ogni Paese, occorre stabilire\u00a0 delle regole comuni finalizzate a salvaguardare il patrimonio culturale soggetto a devastazioni, distruzioni e saccheggi durante un conflitto armato. A questo scopo, nel 1954, \u00e8 stata stipulata nella citt\u00e0 dell\u2019 Aja la <strong>Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato<\/strong>, ispirata ai principi stabiliti nelle Convenzioni del 1899 e del 1907 e nel patto di Washington del 15 aprile 1935. La Convenzione, ratificata nel 1958 in Italia, disciplina la salvaguardia dei beni culturali degli Stati parti in caso di conflitto armato.<\/p>\n<p>L\u2019importanza di individuare i beni culturali in aree di crisi risulta confermata dall\u2019art. 11 della Convenzione per la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale del 1972, che prevede la redazione di un \u201c<strong>elenco del patrimonio mondiale in pericol<\/strong>o\u201d, in cui possono essere iscritti solo quei beni del patrimonio culturale e naturale minacciati da gravi e precisi pericoli, come un conflitto armato o minaccia di tale conflitto, oltre che da calamit\u00e0 e cataclismi di varia natura.<\/p>\n<p>La Convenzione dell\u2019Aja del 1954:<\/p>\n<ul>\n<li>impone ai paesi membri di astenersi dall\u2019utilizzazione dei beni culturali per scopi che potrebbero esporli a distruzione o a deterioramento in caso di conflitto armato e a da ogni atto di ostilit\u00e0, vandalismo ai danni del patrimonio;<\/li>\n<li>In caso di occupazione totale o parziale del territorio di altri Stati membri impone l\u2019appoggio delle autorit\u00e0 nazionali competenti per l\u2019adozione dei necessari provvedimenti e misure conservative;<\/li>\n<li>Istituisce altres\u00ec un <strong>regime di \u201cprotezione speciale\u201d<\/strong>, individuando un numero limitato di rifugi e depositi destinati a proteggere i beni culturali mobili in caso di conflitto armato. Tali beni sono considerati immuni da ogni atto di ostilit\u00e0 e uso militare, salvo il caso di violazione degli impegni da parte del paese membro.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Considerata la complessit\u00e0 di attuazione della Convenzione, il testo \u00e8 stato seguito da <strong>due protocolli aggiuntivi<\/strong> del 14 maggio 1954 e il 26 marzo 1999, volti a integrarne i contenuti e specificarne le modalit\u00e0 operative per la gestione dei beni culturali ricadenti su territori occupati durante un conflitto armato. Nei successivi protocolli, oltre alla tutela dei beni culturali durante una guerra, vengono fornite anche indicazioni sulla messa in sicurezza degli stessi in tempo di pace. Il primo protocollo tratta e regolamenta il trasferimento illecito dei beni mobili in tempo di conflitto e la restituzione dei beni culturali illecitamente esportati. Il secondo protocollo del 1999, ratificato in Italia con L. n. 45\/2009, introdusse il concetto di \u201cprotezione rafforzata\u201d dei beni culturali, che deve soddisfare uno dei seguenti criteri:<\/p>\n<ul>\n<li>Si tratta di un patrimonio culturale che riveste una grande importanza per l\u2019umanit\u00e0;<\/li>\n<li>I beni culturali interessati sono protetti da misure interne, giuridiche e amministrative adeguate che ne riconoscono il valore culturale e storico eccezionale;<\/li>\n<li>non sono utilizzati per scopi militari.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alla Convenzione UNESCO del 1954 opportunamente integrata dai due protocolli si sono aggiunte, a seguito delle drammatiche vicende degli ultimi decenni, altre iniziative e misure normative internazionali, in particolare in difesa dei territori colpiti dal terrorismo e dall\u2019ISIS. Il Consiglio esecutivo dell\u2019UNESCO, sulla base della <strong>risoluzione 2199<\/strong> (adottata il 12\/02\/2015) del Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU ha approvato nella seduta del 21\/04\/2015, una risoluzione, sottoscritta da vari paesi tra cui l\u2019Italia, sul ruolo della cultura nelle aree di crisi e per l\u2019introduzione del concetto di zone culturali protette intorno ai siti iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale. Analogamente, si \u00e8 espresso il Parlamento europeo con la <strong>risoluzione del 30 aprile 2015<\/strong> sulla distruzione dei siti culturali ad opera dell\u2019ISIS\/Daesh.<\/p>\n<p>Numerosi appelli\u00a0 per la salvaguardia del patrimonio culturale in aree di crisi internazionale hanno spinto il Governo italiano a farsi promotore dell\u2019 <strong>istituzione dei Caschi blu della Cultura<\/strong>, nell\u2019ambito dell\u2019 iniziativa United4Heritage, voluta dal precedente Direttore Generale dell\u2019UNESCO, Irina Bokova. Il 16 febbraio 2016 \u00e8 stato quindi firmato il <strong>Memorandum of Understanding tra Italia e UNESCO<\/strong> per la costituzione di una <strong>Task Force italiana<\/strong>, formata da esperti e funzionari dell\u2019 attuale Ministero della Cultura (storici dell\u2019arte, restauratori e studiosi) e dai carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale, pronta a intervenire in aree colpite da emergenze.<\/p>\n<p>La Task Force, impiegata non solo per missioni di pace e attivit\u00e0 pre\/post conflitto (missione \u201cInherent Resolve \u2013 Prima Parthica\u201d) ma anche in caso di calamit\u00e0 naturali come nelle aree dell\u2019Italia centrale e Ischia colpite dai recenti eventi sismici, provvede ad affiancare il personale locale nelle attivit\u00e0 di tutela e messa in sicurezza del patrimonio culturale; ha specifici compiti di censimento e catalogazione; fornisce supporto nell\u2019addestramento delle forze di polizia locali e degli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale nonch\u00e9 nel contrasto a scavi clandestini e al traffico illecito di beni culturali.<\/p>\n<p>L\u2019accordo del 16 febbraio 2016 suggella un percorso cominciato in occasione dell\u2019 Expo del 1 agosto 2015, dove oltre 80 ministri della Cultura siglarono la Dichiarazione di Milano per la difesa dei beni culturali minacciati dalla distruzione. La <strong>Task Force italiana \u201cUnite4Heritage\u201d<\/strong> \u00e8 un importante passo in avanti di un lungo cammino intrapreso dall\u2019Italia nella missione sovranazionale di tutela della Civilt\u00e0 ed \u00e8 una delle migliori risposte che si possono dare ai responsabili dei crimini contro l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/AJA-54-e-protocolli-aggiuntivi-2.pdf\">Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (1954) e protocolli<\/a><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/AJA-54-e-protocolli-aggiuntivi-2.pdf\"> aggiuntivi<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Legge-45-2009_ratifica-II-Protocollo-Aja-1.pdf\">Legge n\u00b0 45\/2009 &#8211; ratifica del II Protocollo della Convenzione dell&#8217; Aja<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/protezione-speciale-registro-3.pdf\">Registro internazionale dei beni culturali sotto protezione speciale<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/4a_Risoluzione_onu_2199-2015-1.pdf\">Risoluzione ONU n\u00b0 2199\/2015 <\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/4b_Risoluzione-del-Parlamento-europeo-del-30-aprile-2015-1.pdf\">Risoluzione del Parlamento europeo del 30 aprile 2015 <\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Il patrimonio culturale , nelle sue diverse forme e espressioni, rappresenta l\u2019identit\u00e0 e la memoria storica di popoli e delle loro civilt\u00e0 millenarie ed [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-6669","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6669"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6669"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6669\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}