{"id":5707,"date":"2021-04-19T15:29:08","date_gmt":"2021-04-19T13:29:08","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=5707"},"modified":"2022-05-16T13:57:21","modified_gmt":"2022-05-16T11:57:21","slug":"necropoli-etrusche-di-cerveteri-e-di-tarquinia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=5707","title":{"rendered":"Necropoli etrusche di Cerveteri e di Tarquinia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>UNESCO:<\/strong><\/p>\n<p>Le <strong>Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia<\/strong> vennero iscritte nella World Heritage List dell\u2019UNESCO nel 2004 e il primo Piano di Gestione, documento strategico programmatico, fu redatto nel corso del 2003, in occasione della candidatura a Patrimonio Mondiale dell\u2019Umanit\u00e0. Si tratta del primo <a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=5695\"><strong>Piano di Gestione<\/strong><\/a> realizzato per i siti italiani. Con recente DPCM 24 giugno, n. 123 le due Necropoli, gi\u00e0 appartenenti alla Direzione Regionale dei Musei del Lazio, sono diventate un Istituto autonomo di II fascia, ovvero il <strong>Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione del contesto culturale, istituzionale ed economico di riferimento e il necessario adeguamento alla successiva normativa &#8211; d.lgs. 42\/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio); normative in merito agli strumenti urbanistici e di tutela paesaggistica (PTPR); Linee guida WHC e Mibact sulla redazione dei Piani di Gestione &#8211; rendono oggi necessario l\u2019aggiornamento del Piano stesso per garantire la conservazione e la fruizione dell\u2019eredit\u00e0 storica e culturale di cui il sito \u00e8 testimone. Per questo motivo \u00e8 stato attivato un tavolo tecnico per elaborare l\u2019aggiornamento del Piano di Gestione dei siti.<\/p>\n<p>I criteri sulla base dei quali i siti di Cerveteri e Tarquinia sono stati iscritti nella lista del Patrimonio mondiale sono i seguenti:<\/p>\n<ol>\n<li><em>\u201crappresentano un capolavoro del genio creativo umano\u201d: <\/em>La necropoli di Cerveteri mostra in un contesto funerario gli stessi schemi di pianificazione urbana e architettonica in uso nella citt\u00e0 antica; i dipinti su grande scala della necropoli di Tarquinia sono eccezionali sia per le loro qualit\u00e0 formali che per i contenuti, i quali rivelano aspetti della vita, della morte, delle credenze religiose degli antichi etruschi.<\/li>\n<li><em>\u201cHanno esercitato un\u2019influenza notevole, in uno periodo specifico o in un\u2019area culturale determinata, sullo sviluppo dell\u2019architettura, delle arti monumentali e della creazione del paesaggio\u201d: <\/em>con i loro peculiari caratteri le due necropoli hanno entrambe influenzato sia i paesaggi che la forma di molte altre necropoli nella stessa area, le quali tuttavia non hanno eguagliato i caratteri grandiosi e specifici dei due modelli;<\/li>\n<\/ol>\n<p>iii. <em>\u201cCostituiscono una testimonianza unica o eccezionale di una civilt\u00e0 scomparsa\u201d: <\/em>le due necropoli rappresentano una testimonianza unica ed eccezionale dell\u2019antica civilt\u00e0 etrusca. Le tombe dipinte di Tarquinia sono inoltre l\u2019unico documento in nostro possesso della pittura greca su larga scala che \u00e8 andata quasi interamente perduta;<\/p>\n<ol>\n<li><em>\u201cOffrono un considerevole esempio di un tipo di costruzione, di complesso architettonico o di paesaggio che rappresenti la testimonianza di un importante periodo della storia umana\u201d: <\/em>a causa della quasi totale scomparsa degli antichi edifici etruschi, la Necropoli di Cerveteri rappresenta la pi\u00f9 completa ed imponente testimonianza di una citt\u00e0 etrusca nel suo impianto topografico ed urbanistico ed offre un\u2019insostituibile rappresentazione dell\u2019architettura in tutta la sua complessa variet\u00e0;<\/li>\n<li><em>\u201cSono associati a tradizioni, eventi, idee, credenze o opere letterarie\u201d: <\/em>le due necropoli hanno ispirato opere letterarie o figurative a partire dal Rinascimento e fino all\u2019et\u00e0 contemporanea. Alle loro architetture e pitture si sono ispirati tra gli altri: Michelangelo, Schifano e Matta. Per comprendere infine come la cultura etrusca abbia influenzato l\u2019ambito letterario, si devono leggere le pagine evocative sui luoghi etruschi di Cerveteri e Tarquinia scritte dal romanziere inglese D.H.Lawrence.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ultimo ma non meno importante, le <strong>tombe dipinte di Tarquinia<\/strong> rappresentano un capitolo importante nella storia del restauro di dipinti antichi: queste pitture furono infatti le prime ad essere distaccate utilizzando le pi\u00f9 innovative tecnologie allora conosciute dall\u2019Istituto Centrale del Restauro (Cesare Brandi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cerveteri-4-core-buffer-i.pdf\">Necropoli etrusche di Cerveteri &#8211; Core e Buffer Zone<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/tarquinia-6-core-buffer-.pdf\">Necropoli etrusche di Tarquinia &#8211; Core e Buffer Zone<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Descrizione dei siti:<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il sito comprende le due necropoli della <strong>Banditaccia<\/strong> e di <strong>Monterozzi<\/strong>, i principali cimiteri delle antiche citt\u00e0-stato etrusche di Cerveteri e Tarquinia.<\/p>\n<p>Gli etruschi crearono la prima cultura urbana del Mediterraneo occidentale, cultura che si svilupp\u00f2 per circa 700 anni, dall\u2019VIII al I secolo a.C. in quella regione dell\u2019Italia centrale &#8211; corrispondente al Lazio settentrionale ed alla Toscana \u2013 alla quale l\u2019imperatore Augusto dette il nome di \u2018Etruria\u2019 nel 27 a.C. Cerveteri e Tarquinia furono tra le pi\u00f9 importanti citt\u00e0-stato etrusche e le loro necropoli, \u00a0quasi interamente conservate, costituiscono la pi\u00f9 significativa testimonianza della civilt\u00e0 etrusca giunta fino a noi. I monumenti funerari nelle due necropoli hanno preservato la loro forma architettonica e le loro decorazioni fino ai nostri tempi. Le due necropoli differiscono sostanzialmente l\u2019una dall\u2019altra ed ognuna rappresenta il pi\u00f9 esteso e significativo esempio di una specifica tipologia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NecropoliCerveteri-800x445-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6074 aligncenter\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NecropoliCerveteri-800x445-1-300x167.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NecropoliCerveteri-800x445-1-300x167.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NecropoliCerveteri-800x445-1-768x427.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NecropoliCerveteri-800x445-1-260x146.jpg 260w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NecropoliCerveteri-800x445-1-50x28.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NecropoliCerveteri-800x445-1-135x75.jpg 135w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NecropoliCerveteri-800x445-1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>La Necropoli della Banditaccia a Cerveteri<\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_7073\" style=\"width: 262px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/via-degli-inferi-cerveteri-rm-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7073\" class=\"wp-image-7073\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/via-degli-inferi-cerveteri-rm-1.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/via-degli-inferi-cerveteri-rm-1.jpg 450w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/via-degli-inferi-cerveteri-rm-1-300x199.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/via-degli-inferi-cerveteri-rm-1-220x146.jpg 220w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/via-degli-inferi-cerveteri-rm-1-50x33.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/via-degli-inferi-cerveteri-rm-1-113x75.jpg 113w\" sizes=\"(max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7073\" class=\"wp-caption-text\">Cerveteri &#8211; Via degli Inferi<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_7074\" style=\"width: 238px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cascate-di-Cerveteri.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7074\" class=\"wp-image-7074\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cascate-di-Cerveteri.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cascate-di-Cerveteri.jpg 1082w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cascate-di-Cerveteri-225x300.jpg 225w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cascate-di-Cerveteri-768x1024.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cascate-di-Cerveteri-110x146.jpg 110w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cascate-di-Cerveteri-38x50.jpg 38w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cascate-di-Cerveteri-56x75.jpg 56w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7074\" class=\"wp-caption-text\">Cerveteri &#8211; una delle cinque cascate<\/p><\/div>\n<p>La Necropoli della Banditaccia di Cerveteri, preservata nella sua interezza, \u00e8 la pi\u00f9 grande tra quelle che circondano la citt\u00e0 dell\u2019antica <strong>Caere<\/strong> ed \u00e8 di gran lunga tra le pi\u00f9 vaste del mondo antico. In questo territorio, oggi patrimonio dell\u2019umanit\u00e0, coesistono in una fusione reciproca la Storia e la Natura, con un paesaggio, definito a buon diritto l&#8217; &#8220;<strong>Amazzonia del Lazio<\/strong>&#8220;, scandito da acque, boschi, vegetazione lussureggiante, pareti tufacee e suggestive cascate, raggiungibili attraverso l&#8217;antica <strong>Via\u00a0 degli Inferi, <\/strong>che partiva dalla citt\u00e0 etrusca di Caere (Cerveteri).<\/p>\n<p>Il sito, che si estende su 20 ettari, contiene migliaia di sepolcri realizzati tra l\u2019VIII al II sec. a.C., organizzati in modo simile ad una pianificazione urbana, con strade, piazzette e quartieri. Sono attestate diverse tipologie di sepolcri: trincee scavate nella roccia; tumuli, spesso contenenti pi\u00f9 di una tomba; ed altri, sempre scavati nella roccia, a forma di capanne o casette, con strutture riccamente dettagliate.<\/p>\n<p>La tipologia delle singole tombe, completamente costruite in tufo, costituisce, anche nella concezione architettonica e nelle decorazioni interne, un <em>unicum <\/em>non paragonabile a nessun altro complesso esistente nel territorio etrusco e in qualsiasi altra parte del mondo; le tombe sono riproduzioni fedeli della tipica struttura delle case etrusche ed in tal modo forniscono un esempio unico di architettura civile dall\u2019et\u00e0 arcaica al periodo tardo-ellenistico.<\/p>\n<p>Nella sua unicit\u00e0 architettonica<a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cerveteri-3-mappa-cerveteri.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7010 alignleft\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cerveteri-3-mappa-cerveteri.jpeg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cerveteri-3-mappa-cerveteri.jpeg 600w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cerveteri-3-mappa-cerveteri-300x95.jpeg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cerveteri-3-mappa-cerveteri-260x82.jpeg 260w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cerveteri-3-mappa-cerveteri-50x16.jpeg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/cerveteri-3-mappa-cerveteri-150x48.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><\/a> Cerveteri non ha confronto con nessun complesso sepolcrale dell\u2019Etruria n\u00e9 di nessun\u2019altra cultura dell\u2019Italia antica o dell\u2019intero bacino del Mediterraneo. Sebbene le tombe a forma di tumulo siano ben note, esistendo in un gran numero di differenti civilt\u00e0, nessuna necropoli pu\u00f2 essere confrontata con quella di Cerveteri. Ci\u00f2 perch\u00e9 qui l\u2019intero complesso monumentale replica la struttura della citt\u00e0 antica e le tombe stesse riproducono piani, decorazioni, arredi e forme tipiche delle abitazioni etrusche. Essa rappresenta dunque una riproduzione perfetta della citt\u00e0 abitata dai vivi e contribuisce in grande misura alla conoscenza della civilt\u00e0 etrusca anche per ci\u00f2 che riguarda gli aspetti della pianificazione della citt\u00e0.<\/p>\n<p>La parte principale della necropoli della Banditaccia \u00e8 stata recintata e resa fruibile al pubblico. Vi si trovano numerosissimi sepolcri di altissimo valore artistico, quali la <em>Tomba dei Capitelli <\/em>degli inizi del VI sec; le quattro tombe (<em>Tomba dei letti funebri, Tomba della capanna, Tomba dei Dolii, Tomba dei Vasi Greci<\/em>) con lunghi <em>dromoi <\/em>(corridoi) e varie camere sepolcrali contenute all\u2019interno del Tumulo II che \u00e8 appartenuto a un\u2019importante famiglia gentilizia e con i suoi 40 mt. di diametro \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi della Necropoli; <em>la Tomba dei Rilievi, <\/em>tra le pi\u00f9 belle della necropoli, appartenuta alla famiglia dei <em>Matuna<\/em>, il cui nome deriva dal fatto che al suo interno erano riprodotti a rilievo in stucco dipinto gli elementi del corredo funerario, come armi e oggetti di uso comune.<\/p>\n<p>Molti dei reperti ritrovati in queste necropoli sono conservati al <strong>Museo Nazionale Cerite<\/strong>, inaugurato nel 1967. Il Museo \u00e8 situato nel centro storico della citt\u00e0, ospitato all\u2019interno del vecchio castello (Rocca) donato allo Stato dai principi Ruspoli. Le raccolte documentano le varie fasi culturali di tutto il territorio cerite: la fase pi\u00f9 antica, rappresentata dai corredi sepolcrali della necropoli del Sorbo (IX-VII sec. a.C) e l\u2019et\u00e0 pi\u00f9 fiorente della citt\u00e0, illustrata dai materiali provenienti dalla necropoli della Banditaccia e da quella di Monte Abatone, oltre che dagli scavi della Civita. La sala superiore del Museo \u00e8 arricchita da una serie di sarcofagi di et\u00e0 ellenistica, rinvenuti nella <em>Tomba dei Tasmie <\/em>e nella <em>Tomba dei Sarcofagi, <\/em>entrambe collocate al di fuori del recinto della Necropoli della Banditaccia, nell\u2019area denominata <em>\u201cTombe del Comune\u201d. <\/em>Accanto a questi manufatti, la sezione museale presenta una serie di lastre dipinte provenienti dal tempio di <em>Hera <\/em>e una splendida statua di <em>Caronte <\/em>proveniente dalla necropoli di Sant\u2019Angelo. Nella stessa sala sono anche conservati diversi ex-voto anatomici e alcune terrecotte architettoniche<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/necropoli1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6075 aligncenter\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/necropoli1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/necropoli1-300x169.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/necropoli1-260x146.jpg 260w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/necropoli1-50x28.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/necropoli1-133x75.jpg 133w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/necropoli1.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>La Necropoli di Montarozzi a Tarquinia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Secondo la tradizione Tarquinia, <em>T\u00e0rchuna\/T\u00e0rchna, <\/em>era la pi\u00f9 antica e la pi\u00f9 importante delle citt\u00e0 etrusche, fondata da <em>Tarchon<\/em>, fratello o figlio dell\u2019eroe <em>Tirreno<\/em>. Tarquinia si trova alla base dell\u2019albero fluviale costituito dal Marta, in posizione strategicamente favorevole, tanto da accogliere gi\u00e0 un significativo e fiorente centro di citt\u00e0 villanoviana nel IX-VII secolo a.C. Ma la fase decisiva del suo sviluppo inizi\u00f2 alla fine del VII secolo, quando fond\u00f2 lo scalo marittimo di <em>Graviscae. <\/em>Divenuta citt\u00e0, si apr\u00ec al mondo greco e mantenne la sua prosperit\u00e0 e potenza per tutto il VI secolo. Dopo un periodo di declino divenne nel IV secolo a.C. la principale potenza del mondo etrusco, ponendosi come antagonista di Roma. Da questa poi sottomessa, sopravvisse fino all\u2019et\u00e0 imperiale ma gi\u00e0 nel III secolo d.C. era in completa decadenza e in rapido spopolamento.<\/p>\n<p>La necropoli di Tarquinia, conosciuta anche come Monterozzi, contiene 6000 sepolcri scavati nella roccia. Con i suoi 130 ettari, \u00e8 il complesso pi\u00f9 esteso che si conosca.<\/p>\n<p>La necropoli di Monterozzi si estende a sud-est dell\u2019attuale cittadina e a sud del colle su cui sorgeva la Civita etrusca. Il luogo deriva il suo nome dalle caratteristiche dello stesso paesaggio archeologico costellato dai molteplici tumuli creati dagli ipogei. Vi si trovano una grande variet\u00e0 di tipologie <a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/tarquinia-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7011 alignright\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/tarquinia-5.jpg\" alt=\"\" width=\"478\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/tarquinia-5.jpg 800w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/tarquinia-5-300x157.jpg 300w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/tarquinia-5-768x402.jpg 768w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/tarquinia-5-260x136.jpg 260w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/tarquinia-5-50x26.jpg 50w, https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/tarquinia-5-143x75.jpg 143w\" sizes=\"(max-width: 478px) 100vw, 478px\" \/><\/a>sepolcrali, quasi tutte originariamente dotate dei preziosi corredi, ora perduti, ma la maggior parte conserva ancora intatto il grande patrimonio pittorico che le decorava. Il sito conserva infatti un complesso di 200 tombe dipinte, risalenti ad un arco temporale compreso tra il VII e il II sec a.C., che costituiscono la principale e pi\u00f9 grande testimonianza nel Mediterraneo della pittura classica dell\u2019et\u00e0 preromana.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>uso di decorare con pitture le camere sepolcrali<\/strong> \u00e8 documentato anche in altre citt\u00e0 etrusche ma soltanto a Tarquinia \u00e8 possibile trovarne una gamma cos\u00ec vasta. Il fenomeno delle tombe affrescate \u00e8 attestato anche in altre culture dell\u2019Italia preromana (in Campania, a Paestum e in Puglia), ma si tratta di camere sepolcrali isolate assai pi\u00f9 spesso di sarcofagi funerari, cassoni, testimonianze di culture indigene di natura strettamente locale. I dipinti funerari di Tarquinia costituiscono dunque non soltanto una fonte insostituibile di conoscenza della vita, degli usi e delle credenze religiose degli etruschi ma essi sono anche la nostra unica fonte di conoscenza della pittura greca che \u00e8 andata quasi interamente perduta. \u00c8 ormai sicuro che almeno alcune delle pi\u00f9 antiche tombe di Tarquinia furono infatti affrescate da pittori greci che viaggiavano in Etruria al servizio della ricca aristocrazia locale.<\/p>\n<p>Le tombe, scavate nel tufo, erano raggiungibili tramite un lungo e stretto corridoio, il \u2018<em>dromos\u2019<\/em>; le pitture avevano colori vivacissimi: rosso per le figure maschili, bianco per quelle femminili ma anche azzurro e verde. Tra le pi\u00f9 importanti ricordiamo:<\/p>\n<p>la <em>Tomba delle Leonesse<\/em>, che deve il suo nome alla coppia di felini uno di fronte all\u2019altro (forse si tratta di pantere) dipinta ai lati della mensola sulla parete di fondo, su cui \u00e8 raffigurato un grande cratere intorno al quale si collocano due suonatori e due gruppi di danzatori. Sulle pareti laterali vi sono quattro personaggi sdraiati come nelle scene conviviali. Un fregio continuo con uccelli e delfini guizzanti su onde marine borda tutta la camera sepolcrale;<\/p>\n<p>la <em>Tomba della Caccia e della Pesca<\/em>, famosissima per le scene del secondo ambiente caratterizzate da una fresca vivacit\u00e0 nella rappresentazione dell\u2019ambiente dove si collocano dei pescatori in barca e un uomo che si tuffa da uno scoglio;<\/p>\n<p>la <em>Tomba dei Caronti<\/em>, a due piani, con le finte porte intagliate fiancheggiate ciascuna da due figure di demoni infernali (<em>Charun <\/em>o <em>Caronti<\/em>) accompagnati da iscrizioni indicanti le relative funzioni;<\/p>\n<p>la <em>Tomba dei Leopardi<\/em>, ad un solo ambiente, con la parete di fondo decorata da una scena di banchetto, con tre coppie distese sui letti (una \u00e8 composta da due uomini); i servi, sulla parete di sinistra ed i suonatori sulla destra, sono ritratti con grande vivacit\u00e0 ed immediatezza; elementi decorativi colorati ornano la trave centrale e gli spioventi del vano;<\/p>\n<p>la <em>Tomba della famiglia degli Anina<\/em>, ha una panchina lungo le mura scavata per ospitare le ceneri o fare da supporto ai sarcofagi con coperchi a forma di tetto;<\/p>\n<p>la <em>Tomba dell\u2019Orco, <\/em>composta dai vani di due tombe contigue poi unificate con un passaggio cassettonato. La tomba, in origine interamente dipinta, oltre alla famosa immagine della \u2018fanciulla <em>Velcha\u2019 <\/em>conserva l\u2019altrettanto nota scena mitologica con l\u2019accecamento di Polifemo;<\/p>\n<p><em>la Tomba degli Auguri <\/em>composta da una sola camera, che presenta sulla parete di fondo una finta porta ai lati della quale due uomini, forse sacerdoti, sostano in atteggiamento di preghiera e compianto. Su una parete \u00e8 raffigurato il crudele gioco del <em>Phersu <\/em>(maschera) nel quale un individuo mascherato aizza un cane contro un condannato che deve difendersene avendo la testa incappucciata;<\/p>\n<p>la <em>Tomba di Tori, <\/em>una delle tombe pi\u00f9 antiche, con una struttura articolata formata da un atrio in fondo al quale si aprono gli accessi a due celle con panchine. Lo spazio della camera centrale \u00e8 sottolineato da fasce policrome con melograni, al di sotto delle quali si iscrivono le due porte fra le quali \u00e8 raffigurato <em>Achille <\/em>che tende l\u2019agguato a <em>Troilo<\/em>;<\/p>\n<p>la <em>Tomba del Barone<\/em>, con dipinto il ricorrente e delicato tema del commiato. Sulla parete di fondo, il marito prende congedo dalla sposa alla presenza di due giovani cavalieri (i figli?); sulla parete di sinistra la madre si separa dai figli mentre su quella di destra \u00e8 raffigurato il commiato di uno dei figli dal fratello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli arredi funerari rinvenuti con gli scavi delle tombe di Tarquinia e gli affreschi di alcuni ipogei dipinti che sono stati distaccati sono ora conservati nel <strong>Museo di Tarquinia<\/strong>, inaugurato nel 1924, situato nel centro storico di Tarquinia all\u2019interno del <strong>Palazzo Vitelleschi<\/strong> del XV sec. Il museo, che si incrementa di continuo con i materiali provenienti dagli scavi condotti dalla Soprintendenza per l\u2019Etruria Meridionale, oltre ai dipinti staccati dalle tombe della necropoli di Monterozzi (<em>Tomba delle Bighe, Tomba della nave, Tomba del Triclinio<\/em>) espone anche quelli provenienti dalle altre cittadine che, come per Cerveteri, coprono un arco di tempo molto lungo che inizia nell\u2019et\u00e0 del ferro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.google.it\/maps\/@42.249967,11.7682065,2a,75y,41.31h,89.36t\/data=!3m6!1e1!3m4!1sQt4BA7pDRtfRPYIiaR4YfQ!2e0!7i13312!8i6656\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Esplora le\u00a0 Necropoli\u00a0 etrusche\u00a0 di\u00a0 Tarquinia<\/strong><\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SITOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/PatrimonioMondiale\/Detail\/142\">https:\/\/www.unesco.it\/it\/PatrimonioMondiale\/Detail\/142<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/whc.unesco.org\/en\/list\/1158\">http:\/\/whc.unesco.org\/en\/list\/1158<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.tarquinia-cerveteri.it\/\">https:\/\/www.tarquinia-cerveteri.it\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; UNESCO: Le Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia vennero iscritte nella World Heritage List dell\u2019UNESCO nel 2004 e il primo Piano di Gestione, documento strategico [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5707","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/5707"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5707"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/5707\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5707"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}