{"id":5705,"date":"2021-04-19T15:28:27","date_gmt":"2021-04-19T13:28:27","guid":{"rendered":"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=5705"},"modified":"2022-05-16T17:13:06","modified_gmt":"2022-05-16T15:13:06","slug":"villa-deste","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=5705","title":{"rendered":"Villa d&#8217;Este"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>UNESCO:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Villa d\u2019Este<\/strong>, dichiarata Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 il 16 dicembre 2001, rappresenta un capolavoro del giardino all\u2019italiana con l\u2019impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d\u2019acqua e musiche idrauliche. La Villa, con la vicina Villa Adriana, rientra nell\u2019Istituto autonomo Villa Adriana-Villa D\u2019Este, che ricomprende al suo interno, accanto ai due siti patrimonio mondiale dell\u2019Unesco, altre importanti testimonianze dell\u2019antichit\u00e0: il <strong>Santuario di Ercole<\/strong>, la <strong><em>mensa ponderaria<\/em><\/strong> e il <strong>Mausoleo dei <em>Plautii<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Al momento della candidatura non era prevista la presentazione di un <a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?page_id=5695\"><strong>Piano di Gestione<\/strong><\/a>, attualmente in corso di definizione attraverso l\u2019istituzione di un <strong>Tavolo Tecnico<\/strong> e di un <strong>Protocollo d\u2019Intesa<\/strong> (2019) che coinvolge i principali stakeholder pubblici e privati del territorio.<\/p>\n<p>I criteri sulla base dei quali Villa d\u2019Este \u00e8 stata iscritta nella lista dei siti del patrimonio Mondiale sono i seguenti: &#8220;<em>Villa d&#8217;Este \u00e8 uno degli esempi eccellenti della cultura del rinascimento al suo apogeo<\/em>&#8220;;<\/p>\n<div style=\"width: 800px;\" class=\"wp-video\"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');<\/script><![endif]-->\n<video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-5705-1\" width=\"800\" height=\"600\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Centofontane_8x6.mp4?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Centofontane_8x6.mp4\">http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Centofontane_8x6.mp4<\/a><\/video><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;I giardini della Villa d&#8217;Este hanno profondamente influenzato lo sviluppo e la progettazione dei giardini in tutta Europa<\/em>&#8220;; &#8220;<em>I principi del design e dell&#8217;estetica del rinascimento sono illustrati in modo eccezionale dai giardini di Villa d&#8217;Este<\/em>&#8220;; &#8220;<em>I giardini di Villa d&#8217;Este sono tra i primi e i pi\u00f9 raffinati giardini delle meraviglie e simboleggiano la fioritura della cultura del rinascimento<\/em>&#8220;; &#8220;<em>La Villa d&#8217;Este, con il suo palazzo e i suoi giardini, porta una testimonianza eccezionale del rinascimento italiano ed essa \u00e8 stata una fonte di ispirazione artistica sin dalla sua creazione<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Villa d&#8217;Este \u00e8 stata iscritta con la seguente motivazione: &#8220;<em>Villa d&#8217;Este, a Tivoli, con il suo palazzo e il suo giardino, illustra in maniera esemplare la cultura rinascimentale al culmine della sua raffinatezza. La sua innovativa progettazione, unita alle componenti architettoniche del giardino (fontane, bacini ornamentali, etc.) la rende un esempio incomparabile di giardino italiano del XVI secolo. Villa d&#8217;Este, uno dei primi giardini delle meraviglie, \u00e8 stato uno dei modelli su cui si \u00e8 basato lo sviluppo del giardino in Europa<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DESCRIZIONE DEL SITO:<\/strong><\/p>\n<p>La costruzione della Villa si deve alla volont\u00e0 del cardinale <strong>Ippolito II d\u2019Este<\/strong>, che divenuto Governatore di Tivoli nel 1550, avvi\u00f2 la trasformazione del precedente convento, annesso alla chiesa di Santa Maria Maggiore- dove avrebbe dovuto risiedere- in una sontuosa dimora. Fin da principio il cardinale accarezz\u00f2 l\u2019idea di realizzare un giardino annesso alla residenza nel pendio della\u00a0<em>Valle gaudente<\/em>. Il programma architettonico e iconologico della Villa fu ideato dal pittore-archeologo-architetto <strong>Pirro Ligorio<\/strong> e realizzato dall\u2019architetto di corte Alberto Galvani a partire dal 1560. Il palazzo fu decorato dai protagonisti del <strong>tardo manierismo romano<\/strong>.<\/p>\n<p>La Villa era quasi completata alla morte di Ippolito d\u2019Este nel 1572.<\/p>\n<p>Ad ulteriori interventi nel XVII secolo segu\u00ec un periodo di decadenza, finch\u00e9 il cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe non ne venne in possesso. Tra gli ospiti illustri di questo ultimo periodo si ricorda il musicista <strong>Franz Liszt<\/strong> (1811-1886).<\/p>\n<p>Acquisita dallo Stato italiano, fra gli anni Venti e Trenta del Novecento la Villa fu restaurata e aperta al pubblico.<\/p>\n<p>L\u2019insieme della villa e del giardino forma un quadrilatero irregolare di circa 4,5 ettari.<\/p>\n<p>Il <strong>giardino<\/strong> si dispone lungo il pendio dalla villa fino ad una terrazza inferiore in guisa di anfiteatro ed \u00e8 suddiviso da cinque assi trasversali che terminano con fontane scenografiche. La strutturazione del giardino attraverso assi e moduli permetteva di celarne la pianta irregolare, dovuta al riuso di alcuni edifici pertinenti al convento preesistente, e di dare al palazzo una posizione centrale quando in realt\u00e0 esso non \u00e8 allineato centralmente rispetto al complesso architettonico.<\/p>\n<p>Il giardino, con le fontane e i giochi d\u2019acqua, rappresenta una imponente opera di ingegneria idraulica per la concezione dell\u2019impianto, la complessit\u00e0 del sistema di distribuzione dell\u2019acqua e l\u2019introduzione dei primi automi idraulici in Italia.<\/p>\n<p>Esso rappresenta uno dei primi \u201cgiardini delle meraviglie\u201d e venne impiegato come modello per le successive realizzazioni in Italia e in Europa, tra cui la Reggia di Caserta.<\/p>\n<p>Tra le opere pi\u00f9 famose del giardino si rammentano:<\/p>\n<p>-le\u00a0<strong>Cento Fontane<\/strong>,\u00a0che fiancheggiano scenograficamente il viale lungo cento metri.<\/p>\n<p>-la\u00a0<strong>Fontana dell&#8217;Ovato<\/strong>, alla sinistra del viale, la pi\u00f9 barocca della villa, realizzata con rocce e massi ornamentali e alimentata da tre flussi d&#8217;acqua che rappresentano i monti Tiburtini, dai quali discendono tre fiumi: Aniene, Erculaneo e Albuneo. In origine in questa fontana confluiva l\u2019acqua dell\u2019Aniene.<\/p>\n<p>-la <strong>Grotta di Diana<\/strong>, alla sinistra della villa, riccamente decorata, che conservava al suo interno alcune statue, tra cui quella di Diana cacciatrice, a cui deve il nome, che furono acquistate da Papa Benedetto XIV e poi trasferite ai Musei Capitolini.<\/p>\n<p>-la scenografica <strong>Fontana dei Draghi,<\/strong> al di sotto del Viale delle\u00a0Cento Fontane<strong>,<\/strong> collocata in posizione centrale nel cuore del Parco.<\/p>\n<p>-la\u00a0<strong>Fontana di Nettuno,<\/strong> sicuramente la pi\u00f9 imponente, realizzata originariamente da Gian Lorenzo Bernini e restaurata nel XX sec. Data la sua bellezza, divenne modello per numerose fontane settecentesche, in basso, a completarne l\u2019impianto scenografico, si aprono le vasche delle tre peschiere.<\/p>\n<p>-la <strong>Fontana dell\u2019organo<\/strong>, al di sopra della fontana di Nettuno, tra le pi\u00f9 note per il meccanismo ad acqua posto al suo interno, a cui deve il nome, che ancora oggi genera motivi musicali udibili dai visitatori.<\/p>\n<p>Insieme ad altri giardini storici che hanno plasmato la cultura e l&#8217;identit\u00e0 europea e che rispondono alla definizione di &#8220;<em>Giardino Storico<\/em>&#8221; stabilita nella<strong> Carta di Firenze del 1981<\/strong>, adottata dall&#8217; <strong>ICOMOS<\/strong> nel 1982, Villa d\u2019Este \u00e8 parte della <em><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/?p=6467\"><strong>Itinerario europeo dei giardini storici<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p>In particolare, l&#8217; <a href=\"https:\/\/www.coe.int\/it\/web\/cultural-routes\/european-route-of-historic-gardens2\">Itinerario europeo dei giardini storici<\/a> contribuisce a sensibilizzare e a far conoscere la memoria, la storia e un patrimonio comune europeo, sviluppando i legami culturali e il dialogo tra i diversi paesi e regioni d&#8217;Europa. Con l&#8217;obiettivo di proteggere e promuovere il patrimonio comune dell&#8217;eredit\u00e0 e dell&#8217;identit\u00e0 ambientale europea, l&#8217;Itinerario favorisce anche lo sviluppo sostenibile del nostro spazio comune promuovendo una sensibilit\u00e0 verso il patrimonio naturale e l&#8217;educazione attraverso visite turistiche culturali. Tutte le istituzioni coinvolte nell&#8217;Itinerario difendono i valori democratici e il rispetto dei diritti umani, nonch\u00e9 l&#8217;accesso alla cultura, promossi dal Consiglio d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/lazio.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Villa-dEste-8_IT_1025_Tivoli-_tav1.pdf\">Tivoli, Villa d&#8217;Este &#8211; Core e Buffer Zone<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; UNESCO: Villa d\u2019Este, dichiarata Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 il 16 dicembre 2001, rappresenta un capolavoro del giardino all\u2019italiana con l\u2019impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d\u2019acqua [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5705","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/5705"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5705"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/5705\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lazio.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5705"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}